La Pmu traccia una nuova strategia per il rilancio della rete fisica in Francia. Al centro la modernizzazione degli spazi e dispiegamento di nuovi terminali interattivi
Modernizzazione degli spazi con un progressivo dispiegamento di nuovi terminali. Sono questi i punti chiave della strategia tracciata dai vertici della Pari Mutuel Urbain (Pmu), ovvero il principale ente e operatore francese di scommesse ippiche, per continuare a investire in modo massiccio sulla rete fisica dei punti vendita urbani (i tradizionali bar, tabacchi e edicole), che da soli continuano a rappresentare il vero motore del sistema, generando l’85 percento del volume d’affari complessivo.
A riportarlo è Grande Ippica italiana che evidenzia l’importanza di questa nuova rotta intrapresa nonostante l’inarrestabile ascesa del digitale e le recenti tensioni legate ai tagli di bilancio che hanno colpito l’intera filiera transalpina.
L’obiettivo è uno: riportare l’ippica al centro della quotidianità dei francesi e contrastare la flessione dei volumi di gioco, con un piano d’attacco a supporto della territorialità. Al centro del progetto, dunque, c’è la riqualificazione degli spazi, con i nuovi terminali interattivi per le scommesse, interamente made in France, pensati per semplificare e arricchire l’esperienza del cliente.
Ma la vera offensiva riguarda il patto con gli esercenti, considerati la vetrina e il primo fondamentale anello di congiunzione con gli scommettitori. Il Pmu ha infatti introdotto una profonda revisione del piano di remunerazione per la sua rete: commissioni riviste al rialzo e l’istituzione di un inedito “bonus qualità” (che può sfiorare i 2.000 euro annui) per premiare i punti vendita più virtuosi e attivi nella diffusione delle corse.
Una mossa strategica che punta a blindare la fedeltà del proprio network commerciale, arginare la feroce concorrenza delle scommesse sportive tradizionali e dimostrare che il vero cuore pulsante del trotto e del galoppo d’oltralpe continua a battere dietro il bancone.
Foto in alto © Yann Caradec su Wikimedia Commons







