Stati Generali Adm: l’AI nel settore per combattere match fixing e fraud management

Il terzo panel degli Stati Generali dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli di oggi a Roma hanno trattato anche il match fixing e il fraudo management: il contrasto alle forme di condizionamento degli eventi connessi alle scommesse sportive.

 

Roma – Nell’ultimo panel degli Stati Generali di ADM, in agenda oggi giovedì 21 maggio a palazzo Wedekind, si è parlato di match fixing e fraud management, contrasto alle forme di condizionamento degli eventi connessi alle scommesse sportive e in ultimo dell’intelligenza artificiale nel settore.

A introdurre è sempre Paolo Poggio, vicedirettore di Rai News 24, e ad intervenire per primo è l’avvocato Marcello Presilla, responsabile di Sportradar per l’Italia, che pone l’accento sul match fixing: “Sicuramente il fenomeno è complesso e in continua evoluzione. Facciamo riferimento a un fenomeno che si è evoluto in maniera molto profonda rispetto a quello degli anni ’80. Oggi lo scenario è cambiato anche per la facilità con cui si muovono i capitali, il match fixing si inquadra nell’ambito della tipologia della frode ma ha elementi molto specifici.

La velocità con cui si sposta il denaro lo ha reso molto differente da quello che ricordiamo 30 anni fa. Atleti e direttori di gare vengono contattati attraverso i social media mentre in passato andavano incontrati di persona. La fenomenologia è cambiata e anche il ruolo dell’intelligenza artificiale rappresenta una componente nuova”.

“L’intelligenza artificiale – ha proseguito Presilla – oggi consente di percepire trame illecite e il futuro non è nella sostituzione dell’uomo, ma è dove la macchina sarà a servizio dell’uomo. Nel caso specifico le segnalazioni vengono decise sulla base della competenza umana e sono i professionisti che decidono se quel match è sospetto e può essere oggetto di una segnalazione. L’intelligenza artificiale è diventata importante nell’attribuzione di fattori dinamici di rischio: vengono assegnati dei punteggi che qualificano se un match ha un rischio maggiore o minore. Non tutti hanno infatti lo stesso livello di rischio. Basta immaginare i campionati del mondo o la Champions League, dove il livello di rischio varia dai match di qualificazione, dove è più basso, alla parte finale, dove ovviamente è molto più alto.”

Donata Taddia, policy officer OM Unit PMC – Ethics & Compliance Office – Deputy Chief Officer Etique et Conformitè del CIO, ha aggiunto: “Serve un lavoro di squadra. C’è la tecnologia ma l’elemento umano per chiarire se ci sono delle manipolazioni è sempre presente. La manipolazione delle gare è una delle minacce più gravi dell’integrità nello sport e parliamo non di fenomeni singoli che coinvolgono atleti, sportivi e competizioni nel mondo delle scommesse. Per noi tutelare l’integrità è essenziale perché significa proteggere la credibilità dei giochi olimpici e degli atleti. Per questo abbiamo lavorato per creare un quadro di prevenzione allineato con la convenzione di Macolin e con le forze dell’ordine. Nel 2017 abbiamo creato un’autorità dedicata a questo lavoro. Il nostro obiettivo è quello di prevenire e allo stesso tempo contrastare la manipolazione con un approccio integrato”.

Alessandro Fiumara, amministratore delegato di Gbo Italy, offre il punto di vista del concessionario. A proposito spiega che “il match fixing un tempo era molto concentrato sugli sport individuali, scommesse pre-match, come l’esito della partita ed era difficile far circolare informazioni perché bisognava muoversi fisicamente. Oggi lo scenario è cambiato, con l’evoluzione delle scommesse nel calcio (vedi le puntate dedicate ai singoli calciatori) e soprattutto con l’evoluzione tecnologica. Ovviamente come concessionari abbiamo interesse a vietare questi fenomeni e da sempre abbiamo strumenti di analisi di dati per capire fenomeni sospetti”.