Stati Generali Adm: nel secondo panel al centro il gioco minorile

Agli Stati Generali dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli in programma oggi a Roma presso il palazzo Wedekind, si è parlato anche di gioco minorile con gli interventi di Pellegrini, Caramiello e Bordoni.

 

Roma – Il gioco minorile al centro della seconda tavola rotonda in agenda oggi, giovedì 21 maggio, agli Stati generali di ADM che si svolgono a Roma presso palazzo Wedekind. È ancora una volta Paolo Poggio, vicedirettore di Rainews24, ad aprire i lavori lasciando la parola a Domenico Pellegrini, presidente del Tribunale per i minorenni di Genova, che interviene per primo: “Partiamo da un presupposto: lo smartphone ha cambiato la società e il modo di vivere come se fosse una vera e propria auto che vola. Quello che però sfugge è che noi pensiamo che il gioco sia solo individuale ma lo smartphone ha portato a una dimensione sociale diversa: Whatsapp è un modo di parlare all’interno di una comunità e soltanto una minoranza di ragazzi gioca con degli sconosciuti.

Da lì poi si può arrivare anche al gioco d’azzardo ma inizialmente parliamo di giochi sportivi, di ruolo, dove internet rappresenta un’interazione continua tra persone che in realtà è molto difficile da controllare. Questi giochi hanno anche un effetto di piacere, come ad esempio quando si fa un passaggio di livello. Andando avanti però i ragazzi possono anche avvicinarsi al gioco illegale e in un secondo momento anche al gioco d’azzardo”.

Prof. Luigi Caramiello (Università degli studi di Napoli Federico II): “Il gioco è questo, una cosa complessa una zolla di frontiera particolare ed epocale. Dal punto di vista antropologico siamo costretti ad usare il gioco legale come contrasto all’illegale è che la gente vuole giocare. Non possiamo proibirlo, sarebbe una lesione della libertà. Poi c’è il tema della ludopatia che tuttavia è laterale all’offerta di gioco. Ma il gioco è inteso anche come formazione, come evoluzione del fanciullo.

Faccio un esempio: ai tempi della mia generazione si giocava al calcio balilla, oggi il gioco è al 90 percento virtuale e serve ai bambini anche per controllare le macchine con cui lavoreranno fra venti anni. Il gaming servirà dunque per il futuro ma bisogna sottolineare che c’è un confine netto tra legale e illegale, difficile da percepire. Il lavoro di contrasto all’illegalità è difficile che deve avvenire in dimensione sistemica. Un dispositivo che avvicini il soggetto a una dimensione complessiva di senso etico. Bisogna trasmettere al cittadino che in un caso si trova dentro una cornice del bene pubblico mentre nell’altro è nel degrado della società.”

Andrea Bordoni, dirigente tecnico della Direzione Generale per lo studente, l’inclusione, l’orientamento e il contrasto alla dispersione scolastica del Ministero: “Il gioco che i bambini fanno con G maiuscola aiuta a far crescere anche le capacità cognitive. Naturalmente c’è un gioco che porta degli effetti opposti e sotto questo aspetto bisogna dire che la rete può rappresentare un fattore di rischio grave anche a livello neurologico; tuttavia è un gioco che non va demonizzato in senso assoluto sia se parliamo di gaming e di videogiochi. La rete infatti rappresenta una grande opportunità anche se esiste un problema di dipendenza.

A scuola per esempio ci sono state delle lotte continue per farsi consegnare gli smartphone almeno per avere una maggiore attenzione. I metodi repressivi, secondo me, hanno poco senso ma il ministro ha fatto degli interventi necessari e adesso è vietato nelle ore di scuola l’utilizzo del cellulare a meno che non sia necessario”.

Bordoni parla anche di prevenzione nella scuola sottolineando che le azioni “sono molteplici e le scuole sono addirittura obbligate a utilizzarle. Ci sono infatti dei riferimenti legati al contrasto delle dipendenze, come quella dalle sostanze, quella del gaming e anche quella dal gioco d’azzardo. Il ministero sotto questo aspetto per supportare le scuole in questo difficile compito ha creato delle sinergie per fornire alle scuole la possibilità persone esterne che possono venire a parlare di queste tematiche e a fornire risposte molto più precise.