Gioco online, Parlamento Ue apre al dibattito su una tassa europea

Ipotesi di un prelievo dell’1% sui grandi operatori del gambling online per finanziare giovani, istruzione e salute mentale.

La possibilità di introdurre una tassa europea sul gioco online torna al centro del confronto politico a Bruxelles. Nelle ultime ore il Parlamento europeo ha discusso le possibili nuove risorse per finanziare il prossimo bilancio pluriennale dell’Unione, tra cui anche un prelievo sul settore del gaming online.

Il tema si inserisce nel più ampio negoziato sul quadro finanziario 2028-2034 e sulla necessità di trovare nuove entrate per sostenere le priorità strategiche europee senza aumentare in modo significativo i contributi diretti degli Stati membri. Tra le ipotesi allo studio figurano anche tasse sui servizi digitali, sulle criptovalute e sul gioco online.

A rilanciare il dibattito è stata soprattutto la proposta avanzata dal gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo, che punta a introdurre una nuova “risorsa propria” europea basata su un prelievo mirato sui grandi operatori del gioco online e delle scommesse digitali attivi nel mercato unico europeo.

Secondo una nota rilasciata dal gruppo S&D, il contributo potrebbe attestarsi intorno all’1% dei ricavi o del fatturato generato dagli operatori online, con l’obiettivo di finanziare investimenti europei in istruzione, giovani, salute mentale, prevenzione delle dipendenze e tutela dei minori. La misura, precisano i promotori, non sostituirebbe i sistemi fiscali nazionali né inciderebbe sulle competenze degli Stati membri in materia di regolazione del gioco.

“Ogni giorno in quest’Aula chiediamo maggiori investimenti, ma i cittadini si aspettano anche che rispondiamo a come finanziare tutto in modo equo e responsabile”, dichiara il vicepresidente del Parlamento europeo Victor Negrescu, spiegando che la proposta punta a tassare “i grandi operatori online attivi nel mercato unico europeo” per finanziare “istruzione, giovani, salute mentale, prevenzione delle dipendenze e protezione dei minori”.

Nel documento si sottolinea inoltre come il mercato europeo del gambling online continui a crescere rapidamente e operi sempre più in una dimensione transfrontaliera. Secondo Negrescu, il gioco online illegale rappresenterebbe già circa il 71 per cento del mercato europeo, con effetti negativi sulle entrate pubbliche e sulla tutela dei consumatori.

Anche Sandra Gómez López, co-negoziatrice sulle risorse proprie del bilancio Ue nella commissione Bilanci, ribadisce  la necessità di “flussi di entrate sostenibili, prevedibili e resilienti” per sostenere le future politiche europee. L’eurodeputata invita inoltre gli Stati membri a superare lo stallo sui negoziati relativi alle nuove risorse proprie europee.

Secondo le stime riportate nel documento, un eventuale prelievo europeo sul gioco online potrebbe generare tra i 2 e i 4 miliardi di euro l’anno durante il prossimo ciclo di bilancio dell’Unione.

Al momento, però, non esiste ancora una proposta legislativa formale della Commissione europea. L’eventuale introduzione di una tassa europea sul gambling richiederebbe inoltre l’unanimità dei 27 Stati membri, un passaggio politico che si preannuncia particolarmente complesso, soprattutto considerando le resistenze già emerse da alcuni Paesi fortemente legati all’industria del gaming online