Il Ministero dell’economia e delle finanze ha risposto all’interrogazione presentata dal deputati del Pd Virginio Merola e Stefano Vaccari sul riordino del gioco fisico assicurando che il 31% di quote di mercato non sarà lesivo della concorrenza dell’industria stessa.
“Lo schema di decreto legislativo attuativo della delega fiscale di cui alla legge 9 agosto 2023, n. 111, in via di definizione, ha posto la massima cura e attenzione agli aspetti di tutela della concorrenza, alla valutazione degli effetti occupazionali e alla stabilità del settore, per pervenire a una equilibrata e ponderata regolamentazione del settore. E, ad oggi, il possesso di una quota di mercato complessiva da parte di un gruppo societario pari a circa il 31% è stato considerato dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli non distorsivo della concorrenza”.
È questa la posizione del Ministero dell’economia e delle finanze nel corso della seduta di interrogazioni a risposta immediata alla Camera dei deputati rispetto alle questioni poste dai deputati del Partito Democratico, Virginio Merola e Stefano Vaccari. I due si chiedevano quali fossero “i criteri con i quali si procederà, nell’ambito del nuovo bando, all’individuazione dei concessionari del gioco fisico”, il Governo dispone di “dati aggiornati, per ciascun concessionario, relativi al numero dei nulla osta di messa in esercizio di proprietà di ogni concessionario”, a quanto ammonta, per ogni concessionario, “il numero di apparecchi AWP” e qual è “la loro ripartizione fra gestione indiretta e quella diretta“?
Ecco la risposta della sottosegretaria al Mef, Sandra Savino, : “Con il documento in esame gli Onorevoli interroganti, nel ricordare come sia stato prorogato al prossimo 29 agosto il termine ultimo per l’esercizio della delega fiscale, fanno presente come il riordino del gioco fisico sia entrato in una fase cruciale specie per quanto attiene all’individuazione delle regole relative al territorio, alla ripartizione del gettito fiscale e alle scelte sulle future concessioni.
Particolarmente delicato sarebbe il tema dei nulla osta di esercizio delle slot – cioè i titoli amministrativi che autorizzano la messa in funzione degli apparecchi nella rete fisica – essendo questo il reale indicatore della quota di mercato dei concessionari nella filiera della AWP e VLT.
Tenuto conto che le scelte adottate risulteranno determinanti per centinaia di piccole e medie imprese che operano sul mercato, gli Interroganti chiedono di sapere “quali siano i criteri con i quali si procederà, nell’ambito del nuovo bando, all’individuazione dei concessionari del gioco fisico e se il Governo disponga di dati aggiornati, per ciascun concessionario, relativi al numero dei nulla osta di messa in esercizio di proprietà di ogni concessionario e a quanto ammonti, per ogni concessionario, il numero di apparecchi AWP e la loro ripartizione tra gestione indiretta e quella diretta”.
Al riguardo, giova anzitutto premere che lo schema di decreto legislativo attuativo della delega fiscale di cui alla legge 9 agosto 2023, n. 111, in via di definizione, ha posto la massima cura e attenzione agli aspetti di tutela della concorrenza, alla valutazione degli effetti occupazionali e alla stabilità del settore, per pervenire a una equilibrata e ponderata regolamentazione del settore”.
Chiarezza anche sulla concorrenza: “In relazione al numero di nulla osta di messa in esercizio di proprietà di ogni concessionario e a quanto ammonti, per ogni concessionario, il numero di apparecchi AWP e la loro ripartizione tra gestione indiretta e diretta, si rappresenta che l’Agenzia dispone, in banca dati, di informazioni attinenti al numero di nulla osta rilasciati a ciascun concessionario, dato che consente, ove rapportato all’intero settore, di determinarne al suo interno il peso specifico, la cd. quota di mercato.
Tuttavia, tale dato non può prescindere dalla considerazione dell’ulteriore tipologia di apparecchi con vincita in denaro che i concessionari sono chiamati a gestire, ossia gli apparecchi videoterminali di cui all’art. 110, comma 6, lett. b) del TULPS, rispetto ai quali – parimenti – occorre individuare il numero di diritti all’installazione posseduti da ciascun concessionario.
Pertanto, la quota di mercato deve essere correttamente intesa come numero dei nulla osta rilasciati e dei diritti posseduti da ciascun concessionario rispetto al numero totale dei nulla osta rilasciati e dei diritti posseduti in relazione al complesso degli apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro.
Di seguito, la tabella riportante le informazioni estratte in data odierna dalla banca dati in relazione a ciascun concessionario.
AWP / VLT; totale AWP 227.810 VLT 54.644
| Concessionario | AWP | VLT |
|---|---|---|
| LOTTOMATICA VIDEOLOT RETE S.P.A. | 37.117 | 10.755 |
| SNAITECH S.P.A. | 34.944 | 10.171 |
| ADMIRAL GAMING NETWORK S.R.L. | 35.231 | 8.085 |
| GLOBAL STARNET S.R.L. | 28.374 | 7.426 |
| GAMENET S.P.A. | 25.968 | 7.482 |
| SISAL ITALIA S.P.A. | 21.635 | 5.659 |
| CRSA ITALIA S.P.A. | 8.443 | 2.393 |
| CODERE NETWORK | 11.535 | 1.528 |
| NTS NETWORK S.P.A. | 13.683 | 806 |
| NETWIN ITALIA S.P.A. | 10.880 | 339 |
| Totale | 227.810 | 54.644 |
Il numero di nulla osta rilasciati e il numero di diritti posseduti rileva ai fini della determinazione del limite di concentrazione fissato dalla convenzione di concessione sottoscritta con le società, che, secondo le disposizioni in essa contenute, è attualmente pari al 25% del numero complessivo di nulla osta riferibili agli apparecchi AWP e al 25% del totale degli apparecchi videoterminali (VLT) per cui sia stata rilasciata apposita autorizzazione (diritto all’installazione).
Attualmente, la soglia più alta registrata da taluni concessionari con riferimento agli apparecchi AWP si attesta fra il 15 e il 16% e fra il 15 e il 20% con riferimento agli apparecchi videoterminali.
Ad oggi, il possesso di una quota di mercato complessiva da parte di un gruppo societario pari a circa il 31% è stato considerato dall’Agenzia non distorsivo della concorrenza.
Anche l’AGCM, nelle analisi svolte in occasione di talune operazioni societarie fra concessionari, ha ritenuto di non ravvisare criticità concorrenziali, confermando la piena compatibilità delle concentrazioni esistenti con la contendibilità del mercato.
Infine, con riguardo alla ripartizione fra “gestione diretta” e “gestione indiretta” degli apparecchi, occorre evidenziare la natura fiduciaria del rapporto fra l’Agenzia e le società affidatarie della relativa concessione, che le vede quali interlocutrici esclusive dello Stato e soggetti passivi d’imposta in ordine all’imposizione tributaria, con piena responsabilità rispetto alle attività e funzioni svolte anche mediante l’ausilio di soggetti terzi.
In tale prospettiva, si comprende come i soggetti dei quali le società concessionarie si avvalgono nello svolgimento delle attività e funzioni affidate in concessione non rappresentano, per l’Agenzia, un elemento di rilevanza amministrativa tale da necessitare di apposita rilevazione, specificamente mirata all’individuazione di quali siano le società indirettamente gestite. Pertanto, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli non dispone del relativo dato”.
La risposta immediata di Vaccari
“Dietro una sequela di numeri già conosciuti e di scarso significato politico, forniti oggi in Commissione Finanze della Camera a seguito dell’interrogazione presentata dal gruppo PD insieme al capogruppo Virginio Merola, il Governo continua a non chiarire quale sarà l’impostazione della riforma del gioco pubblico su rete fisica, ultimo tassello della delega fiscale dopo il riordino del gioco online del 2024”.
Lo dichiara il deputato PD Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera – ha analizzato nel question time Stefano Vaccari – la sottosegretaria ha illustrato aspetti tecnici legati al futuro bando ma senza spiegare le scelte politiche di fondo. Il Parlamento ha il diritto di sapere se il Governo intenda davvero ridurre l’offerta di gioco, anche attraverso limiti sul numero di sale e macchinette e sulle distanze dai luoghi sensibili, tema che incide inevitabilmente anche sulle entrate fiscali”.
“Resta inoltre irrisolta la questione del riparto del gettito con Regioni e Comuni, così come quella relativa ai criteri di assegnazione dei nulla osta e delle quote di mercato ai concessionari. Da queste decisioni dipenderanno gli equilibri dell’intero settore e il futuro di centinaia di piccole e medie imprese”.
“Per questo auspichiamo che venga presto discussa la mozione presentata dal PD, che ho depositato insieme al capogruppo Merola, per aprire finalmente un confronto trasparente sulla riforma del gioco fisico e sulle ricadute economiche e sociali del gioco d’azzardo nel nostro Paese”, ha concluso.
Foto QuiFinanze.it








