L’analista di gaming Mauro Natta sottolinea come vada a beneficio di tutti la conoscenza del trend dei casinò italiani.
di Mauro Natta
Quando leggo le parole di Roberto Canesi: “la riapertura del Casinò nel 2022 ha significato un ritorno alla vita per la comunità…” non posso che condividere la speranza dell’attuale, anche se per poco, sindaco di Campione d’Italia.
Certamente non ha attraversato un bel periodo, parlando di Casa da gioco e partendo dal preventivo che non è stato raggiunto forse per una valutazione errata anche per i tempi che sono cambiati tra il 2022 e il 2026.
Non si potrebbe omettere in un ragionamento complessivo, che mi permetto solo ed esclusivamente per quanto al trend degli introiti che ho seguito abbastanza, l’incremento del gioco online a svantaggio di quello fisico, nei casinò, alle slot. Non si può escludere che il periodo di chiusura temporanea abbia causato incremento di presenze nella concorrenza e, in particolare, quella più vicina.
Tutta una situazione che vedeva da una parte il contenimento dei costi della produzione e dall’altra la ricerca di una offerta da adeguare a una domanda che non si poteva conoscere.
La necessità oggettiva di puntare a investimenti mirati che avessero o potessero registrare un ritorno certo e, sempre rimanendo nel capitolo costi, il personale occorrente per mettere a terra una offerta diversificata tale da ricostruire quella attrattiva che alcuni anni precedenti la chiusura non mancava e se visioniamo le quote di mercato relative al periodo richiamato non possiamo che trovarle.
Un’attrattiva e una diversificazione dell’offerta non solo di giochi ma di servizi alla clientela, delle iniziative di marketing e un utilizzo meditato e mirato in un contesto volto alla produzione e al recupero della qualità.
Forse la situazione economica attuale non consente voli pindarici ma uno studio attento delle possibilità riferite ad un bacino di utenza un tempo solito ma anche alle manifestazioni rivolte ad una frequentazione selezionata come un tempo lo era verso lo sport, le sfilate di moda e, perché no, alle gare di chemin de fer.
Probabilmente mi sono lasciato andare troppo oltre e uscendo da quello che avevo indicato come il mio campo preferito, ho ricordato i miei vecchi tempi quale impiegato di casa da gioco in pensione dal 2001, ciò non toglie che approfitti dell’occasione per i migliori e sinceri auguri per un ottimo futuro prossimo.
Sicuramente parlando di case da gioco mi è venuto in mente di approfondire il discorso che spesso mi ha visto occupato maggiormente quando, regolarmente, era pubblicato il trend della domanda e degli introiti dei casinò italiani.
Ora non esiste più questa, a mio avviso, buona abitudine che andava a beneficio di tutti e colgo l’occasione per augurarmi che ritorni non tanto per me quanto per il fatto che la ritenevo e la ritengo utile nell’interesse specifico di tutte le parti in causa: proprietà, gestioni e dipendenti.
Spero non mi prendiate per nostalgico perché dopo quaranta anni passati lavorando nel settore e tanti scrivendone mi sento ancora interessato, forse è dovuto anche alla mia innata curiosità?
Foto di Walls.io su Unsplash







