L’analista di gaming Mauro Natta torna sul tema del conteggio delle mance tavolo per tavolo nei casinò italiani.
di Mauro Natta
A volte, ma sinceramente, non mi faccio problemi sino a che non mi dimostrano, aritmetica alla mano, che ho torto nel considerare il sistema di controllo del rapporto mance/introiti come lo ritengo quasi unico possibile. Mi sono dunque impegnato a cercare il “Disciplinare” che regola i rapporti tra Regione Valle d’Aosta e Casinò di Saint Vincent, nel quale l’argomento in discorso aveva assunto una notevole rilevanza.
Finalmente cercando altro in internet mi sono imbattuto nell’oggetto del Consiglio n. 3176 del 14 aprile 2003, presidente del consiglio Perron e della giunta Louvin. Fu approvato con la seguente delibera: “di approvare l’allegata proposta di disciplinare regolante i rapporti tra la Casino de la Vallèe Spa e la Regione Autonoma Valle d’Aosta, ai sensi dell’articolo 10 della legge…” quindi era normale non farmi problemi stante che prima di me se ne è interessato, a mio avviso non completamente, l’ente concedente concessionario.
Nella particolarità della questione “rapporto mance/introiti” riporto una parte dell’articolo 11 “Quota dei proventi spettanti a Regione”: Per le attività di cui al presente disciplinare, Casinò Spa versa a Regione una quota pari al 52% degli introiti lordi di gioco.
(…)
Nel caso in cui le mance superino le percentuali sotto indicate dei ricavi generati da ognuno dei seguenti giochi:
Roulette francese, Fair roulette: 60%,
Chemin de fer: 30%;
Trente et Quarante: 5%;
Poker: 20%;
Craps, Punto-Banco: 10%;
Roulette americana, Black Jack: 35%
(…) semestrale dell’esercizio di Casino Spa, quest’ultima, nei 30 giorni successivi, corrisponderà a Regione il 52% degli importi eccedenti di sua spettanza”.
Non desidero tediare oltre il lettore con quanto controllabile in ogni momento trattandosi di documenti pubblici ufficiali e, passando oltre al fatto che questa disposizione rammento fu oggetto del ricorso al Tribunale amministrativo della Valle d’Aosta che fu vinto dai ricorrenti per perenzione, sostengo ancor più che la metodologia per controllare la percentuale in parola debba sottostare alla conseguenza di un conteggio delle mance tavolo per tavolo così come avviene per il risultato netto dello stesso.
Credo, nel modo più deciso, che sia necessario dimostrare come il conteggio della percentuale calcolato sul totale delle mance (naturalmente per ogni gioco) confrontate col totale dei proventi netti, approdi ad un risultato diverso da quello richiesto dal dettato dell’articolo del Disciplinare richiamato.
Infatti, pur facendo riferimento alla percentuale indicata del 60% di cui all’art. 11 ma solo per pura dimostrazione, pongo all’attenzione un esempio che mi pare esaustivo nell’evidenziare la esistenza di un motivo di un controllo specifico indicato dallo scrivente spesso e volentieri.
Prendo infatti ad esempio la presenza di 7 tavoli di roulette francese che hanno tutti un risultato attivo di 1000, quindi 7000.
Di quei 7 tavoli, solo 6 hanno mance per 500, quindi 3000 ovvero il 50%; uno invece 1200.
Il totale dei proventi è 7000, quello delle mance 4200 (3000 + 1200), quindi il 60% dei proventi conteggiati (mance e proventi) per totali.
Una domanda sorge spontanea: la percentuale di un tavolo, il settimo dell’esempio, corrispondente al 120% potrebbe e/o dovrebbe avere una spiegazione accettabile, ma non mi si può negare la necessità di appurarla.
Al massimo posso accettare l’obiezione rivolta a conoscere se possono essere messe a terra tutte le annotazioni sulla tipologia di partita e quant’altro utile relativamente al tavolo che ci si propone di controllare.
In ogni caso ritengo di aver dimostrato l’utilità di conteggiare le mance tavolo per tavolo in quanto la natura giuridica delle entrate in parola impone, a mio avviso, il diritto e dovere alla proprietà concedente di controllare la regolarità del gioco e degli incassi. D’altra parte non si tratta di un’operazione che rappresenta una novità, è sufficiente informarsi presso le altre case da gioco, sicuramente a Venezia.
Se al momento le mance sono conteggiate nella modalità alla quale tengo molto perché risponde alle probabilità del banco nei diversi giochi praticati e alla proporzione statisticamente corretta. Nella roulette francese di 1/37 e nella roulette americana di 1/38 dovuta alla presenza nella prima di un solo zero in aggiunta ai 36 numeri.
Il raffronto mance/introito rafforza e completa quello tra contanti cambiati direttamente al tavolo dai giocatori e risultato. Trattasi della procedura di controllo adottata, ad esempio negli Stati Uniti d’America dove si acquistano i gettoni solo ed esclusivamente al tavolo ove si gioca e non anche alle casse di sala come è possibile fare in Italia.
Mentre questo secondo controllo lo si potrebbe e si può effettuare vista la procedura per ricavare il risultato del tavolo (si vedano le componenti del relativo bordereau) il primo, mance/introito necessita della metodologia che penso di aver illustrato in maniera più che sufficiente.
Quanto precede è frutto del mio convincimento relativo alla metodologia, che consente, a posteriori, il controllo delle regolarità del gioco e degli incassi.
Sulla scotta di detta mia opinione e nella certezza di non essere il solo a pensarla in questo modo, tenuto debito conto della natura giuridica delle entrate che la gestione, sia pubblica sia privata, versa all’ente pubblico concessionario e proprietario, solitamente un percentuale dei proventi di gioco come contrattualmente definiti. Si concretizza, data la mia ormai proverbiale curiosità, il conoscere quale sia la metodologia applicata ora a Saint Vincent dopo aver rinvenuto la documentazione relativa all’oggetto del consiglio n. 3176 del 14 aprile 2003, presidente del consiglio Perron e della giunta Louvin nel quale fu stabilito “di approvare l’allegata proposta di disciplinare regolante i rapporti tra la Casino de la Vallèe Spa e la Regione Autonoma Valle d’Aosta, ai sensi dell’articolo 10 della legge”.
La precedente citazione trova conforto nel dettato dell’articolo 11, appunto dei controlli e nella valida dimostrazione che il rapporto tra mance ed introiti fatto sui rispettivi totali non è identica a quella possibile tavolo per tavolo.
Senza nulla pretendere avrei una grande soddisfazione a fronte di una dimostrazione tendente a farmi ammettere il contrario.
foto di Sam Dan Truong su Unsplash






