Il Comitato Olimpico Internazionale chiude l’accordo con l’Arabia Saudita e rinvia il progetto esports olimpico.
Il sogno olimpico degli esports rallenta ancora. Il Comitato Olimpico Internazionale ha annunciato ufficialmente la fine della collaborazione con l’Arabia Saudita per gli Olympic Esports Games, aprendo una nuova fase di riflessione sul futuro competitivo del gaming all’interno del movimento olimpico.
Nel comunicato pubblicato dal Cio, le due parti hanno confermato di aver “concordato reciprocamente di terminare la cooperazione sugli Olympic Esports Games”, mettendo di fatto in pausa il progetto che avrebbe dovuto rappresentare il debutto strutturato degli esports sotto il marchio olimpico.
La decisione segna un cambio di rotta importante rispetto all’entusiasmo mostrato nel 2024, quando il Cio aveva annunciato l’avvio di una partnership dodicennale con l’Arabia Saudita per sviluppare una vera e propria piattaforma olimpica dedicata ai videogiochi competitivi. Un progetto che puntava ad avvicinare il pubblico più giovane al mondo olimpico attraverso titoli esportivi e nuove forme di intrattenimento digitale.
Nel nuovo comunicato, però, il Cio chiarisce di voler “sviluppare un nuovo approccio agli Olympic Esports Games”, senza fornire tempistiche precise né dettagli concreti sul futuro dell’iniziativa. Una formula che lascia intendere come il progetto sia destinato a una revisione profonda.
Dietro la scelta pesano probabilmente diversi fattori: le difficoltà nel trovare un equilibrio tra i valori olimpici tradizionali e il modello competitivo degli esports, le divisioni interne al movimento sportivo internazionale e i dubbi sulla governance del settore videoludico. Negli ultimi mesi erano inoltre emerse indiscrezioni su un ridimensionamento dell’interesse del Cio verso gli esports, soprattutto dopo il cambio di leadership ai vertici dell’organizzazione.
Al momento non esiste un comunicato ufficiale del Cio che confermi la sospensione della commissione esports, notizia rilanciata da media internazionali e agenzie asiatiche. Tuttavia, la chiusura del progetto saudita rappresenta il segnale più evidente di una frenata significativa.
Per il mondo degli esports si tratta di un nuovo stop in un percorso che, nonostante la crescita globale del settore, continua a incontrare resistenze nel panorama olimpico. Il Cio, però, non sembra intenzionato ad abbandonare definitivamente il tema: la promessa di un “nuovo approccio” lascia aperta la porta a future formule di integrazione tra videogiochi competitivi e movimento olimpico.
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