Accordo Polymarket-Lazio, nuova interrogazione Pd alla Camera: ‘Governo intervenga’

Nuova interrogazione del Partito democratico alla Camera in merito all’accordo siglato tra Polymarket e la Lazio: quattro deputati chiedono l’intervento del Mef e del ministero per lo Sport.

 

Non si placa la polemica politica sull’accordo di sponsorizzazione pluriennale che la società sportiva S.S. Lazio ha recentemente sottoscritto con la piattaforma Polymarket, per un valore superiore a 22 milioni di dollari. Dopo quella di qualche giorno fa, anche i deputati del Pd Mauro Berruto, Stefano Vaccari, Alberto Pandolfo e Paolo Ciani hanno presentato una interrogazione con risposta in commissione ai ministeri dell’Economia e per lo Sport nella quale chiedono “quali verifiche intendano adottare – per quanto di competenza – in ordine alla compatibilità di operazioni di sponsorizzazione con la disciplina vigente in materia di gioco, pubblicità e tutela dei consumatori, assicurando al contempo condizioni di equità tra operatori e adeguati livelli di protezione degli utenti”.

I deputati evidenziano che già nella partita Napoli-Lazio “sulle maglie dei giocatori è comparso il marchio del nuovo sponsor, circostanza che ha dato immediata evidenza pubblica all’accordo anche nel contesto del campionato di Serie A;” e che la piattaforma Polymarket “opera come
‘prediction market’, consentendo agli utenti di acquistare e vendere probabilità relative a eventi futuri mediante cripto-attività, in un modello peer-to-peer non riconducibile ai tradizionali bookmaker”.

In Italia “la piattaforma non risulta titolare di concessione rilasciata dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli e, con provvedimento del 22 ottobre 2025, è stata oggetto di oscuramento ai sensi della normativa vigente sul gioco illegale” ma “a seguito del contenzioso promosso dinanzi al tribunale amministrativo regionale del Lazio, è stata successivamente consentita la sola accessibilità della componente informativa della piattaforma, per-manendo il divieto relativo alle funzionalità di trading”.

Nell’interrogazione si sottolinea che “il quadro normativo italiano, fondato in particolare sulla legge n. 401 del 1989 e sul decreto-legge n. 104 del 2020, non contempla in modo specifico i mercati predittivi basati su tecnologie blockchain e criptoattività” e che “permane nell’ordinamento il divieto di pubblicità e sponsorizzazione per gli operatori del gioco con vincite in denaro, introdotto dal cosiddetto decreto Dignità, con conseguenti stringenti limitazioni per i concessionari autorizzati”.

A loro dire “la sponsorizzazione in oggetto appare collocarsi in una zona grigia normativa, consentendo la promozione di un soggetto
non regolato in un contesto – quale il calcio di vertice – precluso agli operatori autorizzati”.

Inoltre l’accordo prevede “una collaborazione in ambito digitale e di analisi dei dati, con potenziali implicazioni sul coinvolgimento attivo dei tifosi in dinamiche assimilabili alla previsione di eventi; secondo quanto comunicato dalla società sportiva, per il mercato italiano la
collaborazione riguarderebbe esclusivamente attività di analisi, ‘fan intelligence’ e insight digitali, senza coinvolgimento diretto delle funzionalità di trading della piattaforma”.

Secondo i firmatari dell’interrogazione, “tale impostazione, pur formalmente distinta dall’attività di scommessa o trading, potrebbe determinare una forma di promozione indiretta della piattaforma nel suo complesso, inclusa la componente economica e predittiva”.