Cambiano le regole per l’assegnazione delle ricevitorie del Lotto e si aprono nuove opportunità per i tabaccai. A segnalarlo è la Federazione Italiana Tabaccai (Fit), che in una nota illustra le novità introdotte dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Adm).
Fino a poco tempo fa, ottenere la concessione per un punto di raccolta del gioco del Lotto risultava particolarmente complesso. Il sistema prevedeva infatti l’inserimento in graduatoria e il rispetto di un requisito elevato di raccolta comunale media, pari a oltre 224 mila euro. Una soglia che, di fatto, costituiva un ostacolo per l’apertura di nuove ricevitorie.
Oggi lo scenario è cambiato. L’Adm ha ridotto sensibilmente il parametro economico richiesto, portandolo a 110 mila euro, e ha introdotto una modalità alternativa per accedere alla concessione. In deroga al criterio della graduatoria, sarà infatti possibile presentare domanda anche nel caso in cui la tabaccheria si trovi ad almeno 400 metri dalla ricevitoria più vicina.
La richiesta potrà essere presentata da tutte le tabaccherie, sia ordinarie che speciali, nel periodo compreso tra il 1° aprile e il 31 dicembre di ogni anno. Una volta verificato il requisito della distanza minima, l’assegnazione passerà al vaglio di una commissione istituita presso la Direzione Giochi – Ufficio Giochi Numerici e Lotterie.
La commissione, spiega la Fit, sarà composta da almeno tre rappresentanti dell’Asm e da un rappresentante per ciascuna associazione di categoria con una rappresentatività minima del 5% dei rivenditori di generi di monopolio. Qualora tale soglia non venga raggiunta, è comunque garantita la partecipazione delle due associazioni più rappresentative.
L’organismo si riunirà con cadenza almeno bimestrale e deciderà secondo il criterio della maggioranza. La Federazione Italiana Tabaccai partecipa ai lavori fin dal 2008, contribuendo, sottolinea la nota, all’analisi delle istanze e alla tutela degli interessi della categoria.
Resta inoltre possibile presentare domanda anche in caso di precedente revoca della ricevitoria per mancato raggiungimento degli incassi minimi. Diverso il caso di rinuncia volontaria: in base alla normativa vigente, chi ha rinunciato alla gestione negli ultimi cinque anni non potrà richiedere una nuova assegnazione.
Infine, l’Adm verificherà che il richiedente sia in regola con il pagamento di imposte, tasse e contributi previdenziali: eventuali debiti superiori a 5 mila euro costituiranno motivo di esclusione.







