Il Tar Lazio chiude il caso Capannelle senza entrare nel merito dopo la rinuncia della società ricorrente.
Si chiude senza una decisione nel merito la vicenda giudiziaria tra Hippogroup Roma Capannelle e il Ministero dell’Agricoltura sul calendario delle corse ippiche 2025. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha infatti dichiarato improcedibile il ricorso presentato dalla società che gestisce l’ippodromo romano, rilevando la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.
La società aveva impugnato i decreti con cui il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste aveva approvato il calendario delle corse per il 2025, contestando in particolare la riduzione delle giornate assegnate all’impianto di Capannelle. Secondo Hippogroup, i provvedimenti risultavano viziati da illogicità e contraddittorietà, soprattutto in relazione alla classificazione degli ippodromi, che non sarebbe stata coerente con il taglio delle giornate disposto dall’amministrazione.
Il procedimento, avviato alla fine del 2024 e successivamente integrato con motivi aggiunti contro ulteriori atti ministeriali, ha però subito una svolta nel corso dell’udienza pubblica dell’8 aprile 2026. In quella sede, il difensore della società ha dichiarato la rinuncia al ricorso, evidenziando al contempo il venir meno dell’interesse a ottenere una pronuncia nel merito.
Alla luce di tale dichiarazione, i giudici amministrativi hanno ritenuto che non sussistessero più le condizioni per proseguire il giudizio, richiamando le norme del Codice del processo amministrativo che consentono di dichiarare improcedibile una causa quando emergono elementi univoci circa la perdita di interesse delle parti. Il Tar non si è quindi espresso sulla legittimità degli atti impugnati, limitandosi a prendere atto della situazione processuale.
La sentenza dispone inoltre la compensazione delle spese di lite tra le parti, con la conseguenza che ciascun soggetto coinvolto sosterrà i propri costi legali. La vicenda si chiude dunque sul piano giudiziario senza chiarire nel merito le questioni sollevate dalla società ricorrente, lasciando aperto il confronto tra operatori del settore ippico e amministrazione sui criteri di distribuzione delle giornate di corse e sulla classificazione degli ippodromi.






