Poker live in Texas: il Lodge Card Club licenzia il personale e non riaprirà a breve

Doug Polk rasserena i players che i fondi verranno rimborsati ma dopo l’indagine della Texas Alcoholic Beverage Commission il Lodge Card Club rischia di non riaprire mai più.

 

“Chiuso fino a prossime notizie”. Quella che sembrava una chiusura temporanea ora sembra una vera e propria condanna definitiva. O quasi. La chiusura fino a data da destinarsi del Lodge Card Club preoccupa i players e, ovviamente, i proprietari tra cui Doug Polk che nella sala da poker live in Texas aveva investito molto.

Dalle notizie che trapelano dall’indagine in corso da parte della Texas Alcoholic Beverage Commission (TABC), pare che il Lodge Card Club non riaprirà a breve. Un dato che purtroppo lo conferma è il licenziamento di tutto il personale.

La TABC, l’IRS e l’ufficio dello sceriffo della contea di Williamson hanno fatto irruzione nella proprietà il 10 marzo. Hanno affermato che la sala da poker era sospettata di riciclaggio di denaro e gioco d’azzardo illegale.

Non sono state presentate accuse, ma l’ufficio del procuratore distrettuale della contea di Williamson insiste sul fatto che il Lodge operasse illegalmente. Il Lodge nega, ovvio. Gli avvocati hanno affermato che sarebbe imprudente per il club riaprire fino a quando la questione non sarà risolta, soprattutto perché altrimenti potrebbe verificarsi un altro sequestro.

Purtroppo, secondo il Procuratore Generale del Texas, Greg Abbott, emergono forti dubbi sulla legalità del club di poker: “Un titolare di una licenza per la somministrazione di bevande alcoliche in loco non può, senza violare sia la sezione 47.04(a) del Codice Penale che la Regola 35.31 della Commissione per le Bevande Alcoliche, organizzare un torneo di poker in cui i partecipanti rischiano denaro o qualsiasi altro bene di valore per la possibilità di vincere un premio”, afferma il parere.

Questo parere potrebbe costituire la base legale per l’indagine. Potrebbe mettere a repentaglio l’industria del poker dello Stato, almeno nei locali che vendono alcolici.

E i soldi dei giocatori? Dopo il blitz, i conti bancari del Lodge sono stati congelati e i giocatori che avevano fiches al momento del blitz non sono ancora stati pagati. Il comproprietario Doug Polk sembra aver confermato alcune delle informazioni riportate da Witteles all’inizio della settimana. “Non c’è una tempistica precisa, non posso fare nulla finché non sarà tutto chiarito con le autorità”, ha dichiarato domenica a un utente anonimo di Twitter/X.

Polk rimane irremovibile sul fatto che i giocatori con fiches alla fine verranno pagati. Ha garantito personalmente il rimborso dopo il blitz iniziale e lo ha ribadito questa settimana.