L’addio del mondo del poker a David Sklansky, tra i primi a codificare le skills e le strategie del gioco

All’età di 78 anni si è spento David Sklansky, matematico, poker player e autore di una ventina di libri di teoria e strategia di Hold’em e sue varianti.

 

Forse i pokeristi della new generation lo conosceranno meno ma tutto quello che hanno appreso e tutte le teorie nate nell’Hold’em e nelle sue varianti arrivano da lui, David Sklansky. E dopo una vita durata 78 anni ha lasciato questa Terra portando con sé la sua passione per il poker e lo studio che lascia anche in eredità. Purtroppo il suo cuore non ce l’ha fatta più e si è dovuto arrendere.

Sklansky è infatti considerato uno degli artefici della moderna teoria del poker e ha vinto tre volte il braccialetto delle World Series of Poker da campione del mondo.

La vera eredità di Sklansky non risiede solo nei suoi risultati al tavolo, ma nel modo in cui ha radicalmente cambiato il modo in cui il gioco viene studiato e praticato.

Spesso descritto come il più prolifico autore di strategie di poker di sempre, originario del New Jersey, ha scritto quasi una ventina di libri. È stato il primo a codificare calcoli e strategie di un gioco che non è solo fortuna ma in buona parte abilità. I nuovi concetti erano quelli che vedevano il poker come un gioco di matematica, logica e aspettative a lungo termine, piuttosto che di solo istinto.

La sua opera innovativa del 1978, “The Theory Of Poker”, rimane la pietra angolare del pensiero strategico nel gioco. Il libro ha introdotto concetti come le probabilità implicite e il valore atteso nel vocabolario comune del poker, plasmando generazioni di giocatori in tutte le varianti.

Sul web viene definito anche matematico o saggista. In effetti David ha frequentato l’Università della Pennsylvania con ottimi risultati. Ha iniziato a lavorare come attuario, un professionista esperto in matematica, statistica e finanza che valuta rischi e incertezze finanziarie, principalmente nei settori assicurativo e previdenziale. Tuttavia, il richiamo del gioco d’azzardo professionale si rivelò più forte, portandolo a Las Vegas dove si affermò rapidamente come giocatore di poker vincente, contatore di carte a blackjack e scommettitore sportivo. L’applicazione delle sue nozioni matematiche sul gambling gli hanno reso molto più a livello economico e la decisione di sfruttare le sue doti è stata una conseguenza naturale.

Oltre al poker l’applicazione delle sue teorie è stata rivolta ai table games da casinò, su tutti il Black Jack sul quale ha scritto anche un libro: “Sklansky talks Black Jack”.

È anche il creatore del Caribbean Stud (un’invenzione che in seguito si trasformò in una costosa battaglia legale e finanziaria).

Noto per la sua personalità eccentrica e la sua intelligenza acuta, una volta, mentre lavorava come consulente per un casinò, portava con sé un biglietto da visita che lo identificava come “mago residente”.

Per un certo periodo, l’influenza di Sklansky si estese ampiamente nel mondo del gioco d’azzardo. Sviluppò una stretta relazione con l’imprenditore di casinò Bob Stupak, lavorando con lui al Vegas World e in seguito giocando un ruolo chiave nel convincerlo a costruire lo Stratosphere, ora un’icona dello skyline di Las Vegas.

Doyle Brunson invitò personalmente Sklansky a contribuire a Super/System, uno dei libri sul poker più influenti mai pubblicati. Continuò a pubblicare opere di strategia per decenni, tra cui un adattamento moderno del suo The Theory Of Poker per il Texas Hold’em No-Limit.

All’apice della sua carriera di scrittore, Sklansky raggiunse un raro traguardo crossover, unendosi all’autrice di Harry Potter J.K. Rowling. Rowling è una delle poche ad avere tre titoli diversi contemporaneamente nella top 100 di Amazon. Il suo libro più recente, Small Stakes No-Limit Hold’em: Help Them Give You Their Money, è stato pubblicato alla fine del 2023.

Inutile dire che su X i messaggi di cordoglio di tutto il settore si stanno moltiplicando ora dopo ora.

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