Per sei concessioni di gioco online non è stata chiesta la proroga tecnica disposta da Adm, ecco chi sono e perché.
Sono in totale sei, le concessioni di gioco online per le quali non è stata richiesta all’Agenzia delle dogane e dei monopoli la proroga tecnica al 12 novembre, alla quale nel caso si sarebbe dovuto aderire entro lo scorso 5 settembre.
Lo rende noto in un avviso l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, precisando che i concessionari che non hanno aderito devono procedere alla dismissione dell’attività concessoria e che l’interruzione della raccolta di gioco avrà effetto a partire dal prossimo 18 settembre.
La proroga tecnica è disciplinata con determinazione direttoriale del 20 dicembre 2024, che fissava il suo valore fino al 17 settembre del 2025. Poi, a luglio 2025, il responsabile unico del progetto ha differito la durata della proroga tecnica al 12 novembre 2025. Tuttavia, per chi non ha aderito a questa ulteriore proroga tecnica, come si doveva fare entro il 5 settembre, dal 18 scatterà l’interruzione della raccolta del gioco.
La mancata adesione non significa ovviamente che gli operatori usciranno dal mercato del gioco online e in diversi casi è motivata dal fatto che ci sono state delle modifiche e trasferimenti aziendali che fanno sì che gli operatori continuino a offrire gioco online sotto diverse denominazioni, anche partecipando al bando ormai alle sue fasi conclusive.
Per esempio, Totosi Srl ha prorogato la concessione principale n. 15405, dismettendo la concessione secondaria n. 15099 che è confluita nella principale.
Caso a parte è quello della concessione di gioco online del Casinò di Campione. Alla riapertura della sede “fisica” dopo i lunghi anni di chiusura causato dal fallimento della società, per quanto poi revocato, la società di gestione aveva scelto di non riavviare l’attività di gioco online, come pure di non aderire al bando per il rilascio delle nuove concessioni. In questo contesto, è evidente che non c’era interesse e intenzione di chiedere la proroga tecnica di un’attività non più svolta.
Le altre società che non hanno chiesto la proroga tecnica sono Replatz Srl (con due diverse concessioni), Goldplay Srl e Bi&Bi Srl.






