Negli ultimi due anni il gettito derivante dagli apparecchi da gioco ha registrato una contrazione significativa. Secondo i dati del Bollettino delle Entrate Tributarie 2025 del Dipartimento delle Finanze, si è passati da 5,66 miliardi di euro nel 2023 a 5,24 miliardi nel 2025, con una riduzione complessiva del 7,4%.
Questo andamento non indica una diminuzione del gioco complessivo, ma evidenzia – spiega Egp-Fipe in una nota – piuttosto una trasformazione del mercato: “I differenti parametri di vincita hanno cambiato le abitudini dei consumatori e ridefinito gli equilibri tra il canale fisico e quello digitale, con effetti evidenti sulla rete terrestre dei pubblici esercizi”.
La rete fisica del gioco pubblico rappresenta un presidio fondamentale di legalità e controllo sul territorio. “Tuttavia, negli ultimi anni ha dovuto confrontarsi con restrizioni territoriali, limiti orari e una crescente competizione del digitale, legale e illegale, fattori che incidono sulla sostenibilità economica degli operatori e sul livello complessivo di raccolta – aggiunge Egp -. Il rischio è che l’indebolimento del retail possa ridurre la capacità di presidio dell’offerta legale, con dirette ripercussioni sulla tutela dei consumatori e sulle entrate erariali. Per questo è inderogabile chiudere la riflessione sul futuro del comparto. Un riordino normativo più chiaro tra livello statale e locale, insieme a un percorso di innovazione tecnologica degli apparecchi e dei punti vendita, sostenuti da politiche fiscali coerenti con l’evoluzione del mercato, per rafforzare l’offerta legale e a garantire stabilità al sistema”.
Un sistema di gioco pubblico efficace passa infatti da una rete fisica forte, regolata e tecnologicamente evoluta, “capace di coniugare tutela dei consumatori, controllo del territorio e sostenibilità economica”, conclude Egp.
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