Tar: ‘Sala scommesse troppo vicina a luoghi sensibili a Cagliari, no a licenza’

Il Tar del Lazio conferma la validità del diniego della licenza a una sala scommesse di Cagliari, che sarebbe stata troppo vicina a luoghi sensibili definiti dalla legge regionale in materia.

 

Con una sentenza, il Tar Sardegna ha confermato la legittimità del provvedimento del Questore di Cagliari che aveva negato la licenza ex art. 88 Tulps per la raccolta di scommesse a una sala.

Il Tar ha ritenuto che l’istanza presentata nel 2025 costituisse una nuova richiesta di autorizzazione, non la prosecuzione di una attività già esistente e che dunque valessero le disposizioni in materia di distanziometro dai luoghi sensibili previsti dalla legge regionale in materia di gioco.

Infatti, la licenza originaria rilasciata nel 2017 era stata revocata e la revoca ha determinato la cessazione definitiva del precedente titolo autorizzatorio; quindi la domanda del 2025 non poteva essere considerata una semplice continuazione dell’attività, ma una nuova apertura.

Di conseguenza, alla nuova richiesta si applicava la normativa vigente al momento della domanda, cioè la legge regionale Sardegna n. 2/2019.

Il diniego della Questura è stato ritenuto legittimo perché: l’esercizio si trova a meno di 500 metri da luoghi sensibili; la legge regionale n. 2/2019 vieta l’apertura di sale gioco o punti scommesse entro tale distanza.

Il Tar ha dunque chiarito che il limite dei 500 metri è immediatamente applicabile, anche se la Giunta regionale non ha adottato ulteriori atti attuativi e che ritenere la norma solo programmatica svuoterebbe di efficacia la legge, che mira a contrastare la ludopatia.

Il Tar ha poi ritenuto che non ci fosse nessuna continuità con l’attività precedente in quanto la revoca della licenza ha interrotto definitivamente l’attività autorizzata e la successiva regolarizzazione dei debiti contributivi non fa rivivere automaticamente la licenza revocata.

 

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