Il direttore generale del Casinò Stefano Sivestri risponde alle sollecitazioni dei consiglieri comunali di Campione 2.0 sulle asserite prestazioni di lavoro straordinario di un dipendente.
“Anche volendo considerare l’esistenza di un vostro interesse sulla questione relativa ad un eventuale pagamento di talune asserite recenti prestazioni di lavoro straordinario di un dipendente, qualora non autorizzate dalla direzione (e non dal responsabile del servizio in base alla procedura), mi preme sottolineare che l’organizzazione e gestione tali attività rientrano nelle competenze della Casa da gioco in capo alla direzione generale.”
Il direttore generale del Casinò Campione d’Italia Stefano Silvestri risponde così alle sollecitazioni in merito arrivategli dai consiglieri comunali di Campione 2.0 Simone Verda e Gianluca Marchesini. E assicura: “Come già riferito a chi ha segnalato la questione, si stanno acquisendo i dati ed elementi idonei dagli uffici competenti, successivamente ed in presenza di eventuali indebiti pagamenti, saranno valutate ed avviate opportune iniziative a tutela dell’azienda“.
In merito poi a ulteriori asserzioni inerenti pretesi “arrotondamenti stipendiali” attraverso attività di lavoro straordinario svolto da taluni dipendenti, Silvestri precisa che “eventuali verifiche e determinazioni potranno essere assunte in presenza di precise indicazioni sui soggetti e situazioni coinvolte”.
A nome della società, Silvestri ribadisce poi il contesto in cui l’azienda sta operando, ossia “seguendo un percorso dettato dal Piano concordatario” che ha imposto “una drastica riduzione degli organici rispetto al passato, riduzione che vincola per tutta la durata della procedura a rispettare i parametri numerici individuati.
Si è così determinata una contrazione del personale legato alla produzione – rispetto al passato – in una misura compresa tra il 35 e il 40 percento, ancor più rilevante è stata la riduzione ricomprendendo la gran parte degli uffici (compreso anche il personale della sicurezza) con una percentuale che oscilla tra 80 percento e 90 percento”.
In tale contesto, “il personale amministrativo (ridotto nel numero) è stato (ed è tutt’ora) chiamato a svolgere una ulteriore gravosa attività correlata alla gestione delle procedure, scadenze ed incombenze per l’adempimento di obblighi derivanti dalla procedura di concordato; peraltro, con la concreta prospettiva di uscire dalla procedura con un anno di anticipo rispetto a quanto previsto”.
In altre parole, “con una situazione un organico pesantemente ridotto, l’azienda ha dovuto fare fronte non solo alle problematiche derivanti, alla riapertura, da tre anni e mezzo di inattività e dalle necessità di ricreare e rilanciare un avviamento, ma ha dovuto ( e deve ancor oggi) altresì gestire – oltre all’attività ordinaria (e straordinaria di ripresa) – anche tutto il complesso degli impegni ed oneri derivanti dall’esecuzione del Piano e dai suoi riparti“.
Silvestri ricorda inoltre che la società “ad oggi ha incrementato i propri ricavi del 50 percento” e “ha inserito l’attività del poker”, il che “comporta oneri di prestazioni notevoli e con impegni costanti e prolungati, dovrebbe poter anche adeguare la propria struttura; tuttavia – fino al momento in cui non sarà decretata la chiusura della procedura – il rispetto delle sue direttive è inderogabile, anche per gli organici”.
A fronte del quadro descritto, “alle più urgenti necessità si è fatto fronte grazie alla disponibilità dei dipendenti ed alla loro flessibilità, anche questo elemento richiamato dal Piano e dal vigente contratto di lavoro, con prestazioni anche straordinarie che hanno permesso un’adeguata risposta agli obblighi ed alle necessità più sopra richiamate ed hanno consentito di adeguare nella produzione l’offerta alla domanda.
Per la parte amministrazione dal 2022 al 2025, peraltro, si è registrato un minor ricorso a prestazioni straordinarie, grazie anche ad affinamenti procedurali ed organizzativi, nonché ad un incremento di capacità professionale nei lavoratori e nel rispetto dei limiti di spesa imposti; il tutto, peraltro, con un costruttivo confronto anche con le organizzazioni sindacali, consapevoli del contesto sopra illustrato”.





