Poker live: il Tribunale di Perugia dissequestra room solo per attività istituzionali

Il collegio giudicante dell’assise di Perugia ha revocato il sequestro preventivo alla Jambo poker, la room live di Santa Maria degli Angeli di Assisi ma conferma le 40 denunce a organizzatori e players.

 

Il Tribunale di Perugia ha revocato il sequestro preventivo disposto lo scorso gennaio su una porzione dell’immobile del circolo privato di Santa Maria degli Angeli, ad Assisi, dove il club Jambo Poker organizzava tornei live. Tuttavia, secondo una nota dell’autorità giudiziaria, il circolo, dove c’è anche un bocciodromo, riavrà i suoi spazi ma solo per svolgere attività istituzionali.

Ribaltato il primo provvedimento giudiziario ma secondo i giudici rimangono le contestazioni e vi sarebbero forti preoccupazioni per il rischio di recidiva.

I fatti

Un maxi blitz per un freeroll, un torneo da 0 euro di iscrizione e poi dal costo di appena 20 euro se il giocatore avesse perso tutte le chips del primo stack e avesse scelto di rientrare. Questo quello che è sostanzialmente accaduto, secondo la testimonianza diretta degli organizzatori della Jambo Poker, lo scorso 14 gennaio.

Ora si scopre che tra le 40 denunce comminate c’erano molti giovani tra i 18 e i 25 anni sorprese da 10 auto tra Polizia e Polizia Locale, a giocare a poker live. L’operazione di polizia, condotta da personale del Commissariato di Assisi, della Questura, del Reparto prevenzione crimine Umbria–Marche e della Polizia municipale aveva portato alla denuncia non solo dei quaranta giocatori, ma anche del titolare del circolo e di altri dieci responsabili della società sportiva. Gli accertamenti avevano anche evidenziato gravi carenze nella sicurezza e l’assenza delle autorizzazioni necessarie.

La decisione dei giudici

La decisione del collegio giudicante, composto dal presidente Alberto Avenoso e dai giudici Lidia Brutti e Piercarlo Frabotta, è arrivata a seguito del riesame richiesto dal difensore del presidente e legale rappresentanti del circolo, l’avvocato Delfo Berretti. Il tribunale ha accolto l’istanza, revocando il decreto di sequestro emesso dal gip e disponendo la restituzione dei locali, ma con una condizione stringente: l’immobile dovrà essere destinato esclusivamente alle attività istituzionali direttamente svolte dal circolo sportivo.

Non si potrà giocare più a poker al momento nonostante i precedenti in Cassazione che sul territorio potrebbero pesare non solo per il primo dissequestro ma anche per un’ipotesi di ritorno al gioco live di una disciplina d’abilità. Esiste una vacatio legis, va ricordato, ma la zona grigia permane e il rischio di denunce e sequestri è ancora valido. Purtroppo.

L’allarme (forse) esagerato?

L’episodio che ha portato al sequestro ha dipinto un quadro allarmante. “Molti dei soggetti trovati a giocare sono ragazzi fra i 18 e i 25 anni – si legge nella nota – attratti, hanno riferito, dalla pubblicità sui social in ordine alla gratuità del gioco e nella convinzione che lo stesso era legale”.

Nel decreto originario, il giudice aveva motivato il sequestro anche dal “periculum”, cioè dal pericolo concreto che l’attività illecita potesse ripetersi: “Si ritiene sussista altresì il periculum in quanto è evidente, per la stabilità dell’organizzazione, che i locali, laddove lasciati nella libera disponibilità degli aventi diritto, possano essere utilizzati per proseguire nell’attività illecita”. Per questo il gip aveva accolto “la richiesta del pubblico ministero di sequestro, limitata alla porzione adibita a sala da gioco, potendosi liberare il resto, per lo svolgimento della normale attività del circolo, tenuto conto della funzione sociale e del punto di riferimento che costituisce per il territorio”.