Agcom archivia il procedimento contro Kick Ltd: ‘Assenza di rapporti commerciali con host passivo’

Archiviata da Agcom per mancanza di responsabilità dalla natura di hosting provider passivo e assenza di rapporti di commerciali la presunta violazione di Kick Ltd del decreto Dignità.

 

“Esenzione di responsabilità prevista dall’art. 6 del DSA/Regolamento UE 2022/2065, della natura di hosting provider passivo della piattaforma e dell’assenza di rapporti commerciali con gli streamer interessati”. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AgCom) ha accolto l’archiviazione nei confronti di Kick Streaming Pty Ltd per la presunta violazione del divieto di pubblicità di gioco del Decreto Dignità. AgCom aveva avviato un procedimento sanzionatorio sulla base di una segnalazione della Guardia di Finanza. C’erano video in italiano con streaming di sessioni di gioco (slot/slot live), con forte enfasi sulle vincite (“effetto WOW”), link comparatori e interazione via chat.

I fatti

La contestazione riguardava la diffusione, attraverso un canale della piattaforma Kick, di numerosi video (19 video indicati nella contestazione) che promuoverebbero o incentiverebbero il gioco d’azzardo con vincite in denaro (segnalati dalla GdF nella nota del 24/02/2025). Kick ha depositato memorie difensive e partecipato all’audizione (03/07/2025), invocando l’esenzione di responsabilità di cui all’art. 6 DSA/Regolamento UE 2022/2065, la natura di hosting provider passivo e l’assenza di rapporti commerciali con gli streamer contestati.

Le memorie di Kick

Kick ha descritto il funzionamento della piattaforma: registrazione, pubblicazione live da parte di streamer, tag/categorie, sistema di “subscriptions” e “gifts”, monetizzazione attivabile solo dopo requisiti (streaming ≥ 5 ore), sistema di segnalazione interna e team per verifiche 24/7. Kick ha dichiarato l’assenza di rapporti commerciali con lo streamer contestato; i pagamenti/processing sono gestiti da terzi; nessun compenso percepito da Kick derivante dalle subscriptions del canale; rimozione immediata dei contenuti dopo notifica.

AgCom ha esaminato precedenti delibere e la giurisprudenza nazionale ed europea (DSA, pronunce della Corte di Giustizia) relative alla responsabilità degli hosting provider e ai limiti dell’obbligo di sorveglianza preventiva.

Le valutazioni giuridiche

Kick era “effettivamente a conoscenza” dei contenuti illeciti prima della notifica? Se la conoscenza è avvenuta solo dopo la notifica, opera l’esenzione purché il provider rimuova prontamente i contenuti. Se Kick avesse svolto attività “attiva” (indicizzazione mirata, promozione commerciale, rapporti commerciali con streamer o compartecipazione economica), potrebbe configurarsi responsabilità (hosting attivo / ruolo attivo). Dall’istruttoria non risultano rapporti commerciali tra Kick e lo streamer né ricavi diretti/indiretti della piattaforma derivanti dai contenuti contestati; Kick non ha condiviso profitti pubblicitari con lo streamer; non risultano partnership o sponsorizzazioni tali da configurare ruolo attivo. Kick ha prontamente rimosso i contenuti segnalati e disattivato il canale dopo la ricezione della contestazione; la piattaforma ha attivato misure (geoblocking su tag “slots” per IP italiani) e ha cooperato con l’Autorità.

AgCom ha richiamato precedenti delibere: ci sono state archiviazioni analoghe quando manca rapporto commerciale o consapevolezza preventiva; sono state applicate sanzioni invece quando è provata partnership commerciale o compartecipazione economica o quando l’hosting agisce attivamente nella promozione.
La delibera sottolinea l’importanza della distinzione tra hosting passivo (esenzione) e condotte che rendono l’hosting “attivo” (indicizzazione/promozione sponsorizzazioni/contratti commerciali) che possono determinare responsabilità.

Le conclusioni

Le piattaforme che si limitano a fornire hosting passivo (storage/trasmissione automatica) e che non hanno rapporti commerciali o compartecipazione economica con creator difficilmente verranno ritenute responsabili per contenuti illeciti, purché reagiscano tempestivamente a segnalazioni/contestazioni.

A rischio invece sono gli operatori che svolgono attività “attive” (partnership commerciali, sponsorizzazioni, promozione remunerata, indicizzazione mirata finalizzata a promuovere specifici creator/contenuti): in questi casi può emergere responsabilità sotto norme nazionali (es. divieti pubblicitari) e DSA non esclude la responsabilità.