Con il coordinamento di Michele Carucci, l’evento in Senato sull’amusement ha visto protagonisti il presidente di Federamusement Alessandro Lama e il presidente del consorzio Fee Expo, Tiziano Tredese.
L’evento “Amusement, strumento di aggregazione sociale su iniziativa del senatore Francesco Silvestro”, si è aperto proprio coi saluti del parlamentare di Forza Italia che non era presente a palazzo Madama per impegni istituzionali locali: “Desidero portare il mio salito ai relatori per un evento che ho fortemente voluto perché il tema è di grande attualità e ci permette di valorizzare spazi e aumentare il benessere combattendo le dinamiche dell’isolamento causato dagli ambienti digitali. In questo senso il protocollo Safe Play è un modello assolutamente da seguire”.
A coordinare i lavori Michele Carucci, direttore marketing e comunicazione di Dedem Spa che da ormai 4 edizioni cura anche l’evento Fee Expo di Bergamo: “La conferenza stampa di oggi è foriera dell’evento di Bergamo del 24-25-26 febbraio quando approfondiremo ancora di più questi temi in un convegno. L’idea è quella di contrastare l’isolamento digitale. Cercheremo di capire gli standard e individuare le soluzioni. Il dato triste è che cresce la quota di tempo solitario in ambiente digitale e scende quello off line, l’intrattenimento dal vivo e la socialità”.
Tiziano Tredese presidente del consorzio Fee
Ad esordire è stato il presidente del consorzio Fee e imprenditore storico dell’amusement con il colosso Elmac, Tiziano Tredese: “L’idea di fondo che ha fatto nascere Fee Expo e tutto il nostro lavoro era quella di separare il gioco di puro intrattenimento dall’azzardo con vincita in denaro. Grazie ad Adm tutti i giochi ora sono approvati da un decreto stabilito proprio insieme con il regolatore. Ora le macchine che sono installate sul territorio italiano sono tutte rispondenti a criteri stabiliti per legge e di assoluta sicurezza. In questo momento storico il concetto di sale gioco è stato appropriato dalle slot e dalle Vlt mentre i nostri spazi sono diventati Fec, Family Entertainment Center.
L’evoluzione e la stabilità normativa sembra produrre i primi effetti positivi: “Vengo dalla prima fiera dell’anno di settore, l’Eag di Londra. Ho potuto visitare anche le sale inglesi e posso serenamente affermare che le nostre Fec sono evolute, più attrattive e decisamente migliori di molti altri paesi europei. Tutto questo è stato possibile grazie al confronto aperto dalla nascita della fiera di Bergamo che ci ha permesso di saldare il settore e trovare le soluzioni tra operatori e con il regolatore”.
Il tema della sicurezza è sempre cruciale: “Le nostre sale sono spazi presidiati e sicuri per i minori e raccolgono i migliori giochi e quelli più affidabili. Dalle aree per i ragazzi da 3-5 anni si passa dai 10 fino ai 100 anni. Molte Fec sono a conduzione familiare e le persone sono interessate in prima persona per renderle accoglienti e sicure. Non esistono più gli oratori e da padre e da nonno, ormai, sposo questo auspicio e dico, venite a vedere cosa succede in queste sale”.
Finalino con un messaggio ad Adm: “Ci auguriamo anche che l’Agenzia possa aprire anche ad ulteriori sviluppi per arricchire ancora di più la nostra offerta”, il sorriso della dirigente Elisabetta Poso a Tiziano Tredese apre a nuove prospettive.
Alessandro Lama, presidente Federamusement
A tirare le conclusioni è stato Alessandro Lama, presidente di Federamusement e anche lui imprenditore storico del settore: “La discussione di oggi sarà ancora di più approfondita a Bergamo al nostro evento di febbraio. Abbiamo capito che il disagio che si crea online poi si esplicita offline, nella vita di tutti i giorni. Il problema, però, non è il gioco in sé ma l’isolamento che genera. E in contesti sociali ciò si riduce drasticamente. Per questo una delle soluzioni non può che passare dalle nostre sale che sono luoghi di relazioni e non solo di consumi”.
Qual è il lavoro che Federamusement sta portando avanti: “Stiamo creando un grande rapporto con l’osservatorio contro il bullismo e il cyberbullismo perché vogliamo crescere sempre di più visto che l’emergenza di proteggere i nostri ragazzi è sempre più pressante. Le nostre sale devono migliorare per diminuire l’isolamento e questo lo si fa aumentando la partecipazione proprio nelle Fec. Per questo stiamo investendo in spazi fisici di relazioni. Abbiamo capito di avere una grande responsabilità perché la funzione sociale delle nostre sale può arrivare dove le istituzioni non arrivano.