Perugia: sequestrato un circolo di poker live durante un freeroll

A Santa Maria degli Angeli, in provincia di Perugia, un circolo di poker live all’interno di un bocciodromo ha subìto un blitz delle forze dell’ordine: chiusura, sequestro, denunce e identificazioni ma si stava giocando un freeroll.

 

“Si comunica che, a causa di problemi tecnici, presso la bocciofila di Santa Maria degli Angeli la sala Jambo rimarrà chiusa fino a nuova comunicazione. Ci scusiamo per il disagio”. Nella provincia di Perugia torna l’incubo di sequestri e denunce di poker live. Nella serata di ieri, lunedì 12 gennaio, è toccato alla Jambo Poker che, come si legge nel breve comunicato diffuso sui social, rimarrà chiusa proprio per il blitz delle forze dell’ordine.

A spiegare la situazione ci pensano gli organizzatori stessi della Jambo: “Sono arrivate 10 macchine con una cinquantina di agenti tra Polizia di Stato e Polizia Locale. Hanno contestato il reato di gioco d’azzardo e hanno identificato una sessantina di players presenti in sala e contestato alcuni reati oltre alla chiusura temporanea della sala”.

La situazione, però, è assai particolare, non solo perché a poker si gioca in uno spazio ricavato all’interno di una bocciofila: “In quello spazio di giorno giocano a bocce e passano il tempo persone anziane e di sera giochiamo ad Hold’em, un gioco di abilità, uno sport – spiegano ancora dalla Jambo Poker – e lunedì sera giocavamo un freeroll che non prevedeva neanche il pagamento dell’iscrizione. Davamo 20mila chips e poi i giocatori, una volta usciti, potevano tranquillamente andare a casa o rigiocare, un massimo di due volte, pagano pochi euro. Il montepremi era stato messo in palio dalla sala e stava alla capacità dei giocatori poi di provare a vincere”.

A Perugia, e in tutta Italia, ci sono già molti precedenti che hanno fatto cadere l’ipotesi di reato, dissequestrato le sale e riaperte le room stesse dopo ricorsi e sentenze di tribunali locali: “La legge dovrebbe essere uguale per tutti e adesso abbiamo dato tutto in mano agli avvocati per fare chiarezza sulla vicenda. Sappiamo che la Cassazione, proprio a Perugia, prese posizioni molto importanti e non capiamo neanche perché all’interno della stessa Regione vi siano disparità di trattamento così come su tutto il territorio nazionale. Adesso cercheremo di riaprire, forse ci vorrà qualche giorno e potrebbe accadere la prossima settimana, poi valuteremo azioni legali nei confronti di chi ha operato il sequestro”.

Il prossimo passo è sistemare tutta la documentazione: “Ci hanno tenuto fino alle 3 di notte nella sala e abbiamo dovuto svegliare il presidente della bocciofila che gestisce con noi questi spazi. Forse di notte, forse preso alla sprovvista, non siamo riusciti a fornire sul momento tutti i documenti che abbiamo già rimesso in ordine e raccolto e che forniremo alle autorità. Poi, come detto, se vi sono errori nei verbali valuteremo azioni legali”.

La Jambo Poker è una realtà che può ospitare un centinaio di giocatori e l’organizzazione rivendica anche un’azione sociale operata nella zona sin dalla sua nascita: “Quando arrivammo qui abbiamo sanato un’area che era infestata da microcriminalità e spaccio. Come detto, adesso, si gioca a bocce e a poker sportivo. Hanno anche contestato il fatto che giovani di 23-24 anni stavano giocando e rischiavano di sfociare nella ludopatia. Ma un freeroll da 0 euro tiene impegnati i giocatori anche per ore, così come a bassi buy in puoi passare serate intere al tavolo. Meglio spenderli in altri giochi istantanei o dove l’abilità non esiste? Meglio fuggire in strada e verso altre dipendenze?”, hanno concluso.

Il riferimento della Suprema Corte di Cassazione era riferito ai fatti del novembre 20213 quando il poker venne considerato come uno skill game e non come gioco d’azzardo. In aggiunta venne anche annotata la mancata regolamentazione dell’Amministrazione delle dogane e dei monopoli che all’epoca mancava da 2 anni e adesso addirittura da 12. I fatti si riferivano al 2010 quando la Guardia di Finanza chiuse un circolo di poker perugino per poi riaprirlo e assumere tutti i denunciati.