Papa Leone XIV lancia l’allarme all’Anci: il gioco d’azzardo è una piaga

Nell’incontro con l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, Papa Leone XIV ha analizzato le sfide degli amministratori locali allertandoli su solitudine, povertà e gioco d’azzardo.

“Il gioco d’azzardo è una piaga che rovina le famiglie, la politica e i sindaci promuovano la pace sociale e siano maestri di dedizione al bene comune”. Papa Leone XIV attacca frontalmente il gambling nell’incontro di oggi in cui ha ricevuto i rappresentanti dell’Anci, Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, nel Palazzo Apostolico vaticano, accompagnati dal cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della CEI.

Il gioco è una piaga

Se per il Pontefice è la prima volta che cita esplicitamente il gioco in un incontro pubblico, l’ambiente ecclesiastico e la Caritas (Prevost ha citato i dati proprio dell’associazione in questione) non sono nuovi a posizioni molto estreme contro il settore. Spesso, però, anche citando dati piuttosto approssimativi e legati a piccole realtà proiettati poi su scala nazionale. Ma quelli ufficiali, se non vanno sottovalutati come rischi collegati e come spesa, sono assai distanti da alcuni allarmi lanciati.

Ma la posizione di Leone XIV è sì dura parlando di “piaga” ma lega il gioco ad altre piaghe come la solitudine degli anziani e dei poveri che non devono farsi illudere dall’abbaglio dei premi.

Le sfide di Leone

Il Papa ha elencato le tante sfide che interessano oggi le città, tra crisi demografica, violenza, emarginazione e inquinamento, e le “forme di solitudine” in cui versano numerose persone, tra depressioni, povertà, abbandono. Quindi esorta a favorire “un’alleanza sociale per la speranza”, chiedendo ai sindaci di farsi “maestri di dedizione al bene comune”.

Leone XIV ha citato statistiche che registrano in Italia “un forte aumento del gioco d’azzardo” negli ultimi anni e l’ultimo rapporto di Caritas Italiana su povertà ed esclusione sociale che evidenzia come si tratti di “un grave problema educativo, di salute mentale e di fiducia sociale”.
Insieme al gambling, il Papa ha chiesto di non dimenticare tutte quelle altre “forme di solitudine” di cui soffrono molte persone, tra depressioni, povertà, abbandono. Tutti “segnali”, evidenzia, che “indicano quanto ci sia bisogno di speranza”.

Il solito equivoco sui dati

Purtroppo nel citare i dati si sbaglia sempre a fare i calcoli. Secondo il rapporto Caritas dalla fine degli anni ’90 l’offerta di scommesse e azzardo si è infatti arricchita di oltre una cinquantina di modalità online e in presenza: sono oltre 150mila i locali pubblici, disseminati in tutte le province italiane. Si dimentica l’emersione dell’illegalità, ad esempio.
I volumi di gioco sono corretti ed è vero che sono schizzati dai 35 miliardi di euro giocati nel 2006 ai 157 del 2024 (+349%). Ed è anche vero che l’incasso dell’erario è aumentato dell’83% (da 6 a 11 miliardi). Ma sul rapporto si specifica che l’aumento è “tutto a favore delle grandi società produttrici” ma si dimentica che il resto è stato ridistribuito in vincite. E quando si dice che nel 2024 il totale delle perdite, ossia la spesa, è stata di circa 20 miliardi è quella la quota realmente persa dai giocatori. 137 miliardi sono tornati nelle tasche di chi ha vinto. Le percentuali dei payout e di come sono strutturati i giochi sono ovviamente cruciali per evitare di perdere soldi e trasformare l’intrattenimento in patologia.

Foto Vatican News