Gioco pubblico, il Conto Riassuntivo del Tesoro certifica oltre 5,4 miliardi di gettito nel primo semestre 2026

Il Prelievo Erariale Unico si conferma la voce dominante del comparto, mentre lotto, lotterie istantanee e bingo pesano per quasi 1,6 miliardi di euro

Il Conto Riassuntivo del Tesoro elaborato dal Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato del Ministero dell’Economia e delle Finanze, permette di ricostruire con precisione il contributo del gioco pubblico alle entrate erariali nella prima metà dell’anno. Il documento, che rendiconta mensilmente le riscossioni e i pagamenti relativi al servizio di tesoreria statale sia per la gestione di bilancio sia per quella di tesoreria, riporta nella Tavola F la disaggregazione per categoria economica degli incassi dello Stato dal primo gennaio al 30 giugno.

La Categoria 5, dedicata specificamente alle tasse e imposte su attività di gioco, ha prodotto un gettito complessivo di 3.041.486.751,69 euro, di cui 3.021.748.531,80 euro riscossi in conto competenza. All’interno di questo aggregato il Prelievo Erariale Unico sugli apparecchi da intrattenimento, disciplinato dall’articolo 110, comma 6, del regio decreto n. 773 del 1931, resta la componente strutturalmente maggioritaria con 2.446.489.231,77 euro, pari a oltre l’80 per cento della categoria. Seguono i proventi delle attività di gioco, per 199.062.845,89 euro, la quota del 40 per cento dell’imposta unica sui giochi di abilità e sui concorsi pronostici, che vale 298.454.702,62 euro, e il diritto fisso erariale sui concorsi pronostici, fermo a 38.240.029,29 euro.

Il quadro che emerge dal Crt non si esaurisce tuttavia nella Categoria 5. La struttura del bilancio statale distribuisce infatti alcune componenti dell’imposta unica sui giochi di abilità e sui concorsi pronostici anche nelle categorie relative alle imposte dirette e indirette. Nella Categoria 1 compare la quota del 35 per cento della medesima imposta, pari a 248.177.431,14 euro, insieme alla ritenuta del 6 per cento sulle vincite del gioco del lotto, che si attesta a 322.243.759,87 euro. Nella Categoria 2 figura invece la quota del 25 per cento, per 177.261.623,11 euro, e l’imposta sugli intrattenimenti, ferma a 19.782.432,87 euro.

Sul versante delle entrate extratributarie, la Categoria 14 registra tre voci di rilievo per il comparto: i proventi del lotto, pari a 584.617.575,10 euro, i proventi derivanti dalla vendita dei biglietti delle lotterie nazionali a estrazione istantanea, che raggiungono 929.504.119,14 euro, e i proventi del gioco del bingo, pari a 83.595.161,36 euro. Sommando l’insieme di queste componenti a quelle della Categoria 5 e alle quote dell’imposta unica registrate nelle Categorie 1 e 2, il gettito complessivo riconducibile al gioco pubblico nei primi sei mesi del 2026 supererebbe i 5,4 miliardi di euro.

Un ulteriore riferimento utile a inquadrare la filiera amministrativa del settore si trova nella Tavola N del Conto, dedicata alle contabilità speciali, dove il conto intestato all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ai sensi dell’articolo 1, comma 476, della legge 228/2012 presenta al 30 giugno 2026 un saldo di 130.654.804,68 euro, a fronte di entrate per 446.024.289,12 euro e uscite per 376.307.712,06 euro nel periodo.

Di seguito pubblichiamo il documento integrale, disponibile per la consultazione.

CRT_Giugno-2026