All’iGB L!VE di Londra il managing director di Hbg Online Gaming interviene sulla consultazione Agcom per le nuove linee guida sul divieto di pubblicità.
“L’industria non chiede meno regole, ma regole chiare”. Davide Diodato, managing director di HBG Online Gaming (Novomatic Italia), riassume così la posizione di parte del settore durante il panel di iGB L!VE 2026 a Londra- “Italy Update: The New Rules for Gambling Advertising and Their Impact on the Market”. Moderato da Christian Tirabassi, senior partner di Ficom Leisure, l’incontro mette a confronto operatori e regolatore proprio mentre Agcom porta avanti la consultazione pubblica per aggiornare le linee guida applicative del divieto di pubblicità previsto dal Decreto Dignità: al tavolo anche Davide Gallino, direttore dei Servizi Media dell’Autorità.
Diodato ha voluto sgombrare il campo da un equivoco che, a suo dire, circola spesso nel dibattito pubblico. “Il dibattito è che gli operatori vogliano meno regole, ma questo non è il nostro caso. Abbiamo bisogno di regole chiare e di un’autorità che vigili sulla loro applicazione”, dichiara, insistendo sul valore della certezza del diritto per un mercato che si regge sul sistema concessorio.
Il tema del level playing field è tornato più volte nel suo intervento: condizioni uniformi per tutti gli operatori autorizzati restano, secondo il manager, un obiettivo che accomuna industria e regolatore, e che passa da un’applicazione omogenea delle regole capace di sostenere una concorrenza leale.
Diodato si è poi soffermato sugli strumenti di tutela già in vigore. Richiamando il funzionamento del registro nazionale di autoesclusione, che estende automaticamente l’esclusione di un giocatore a tutte le piattaforme aderenti nel momento in cui questi decide di autoescludersi presso un singolo operatore, e ha ricordato l’obbligo, per gli operatori, di dotarsi di sistemi di monitoraggio del comportamento di gioco pensati per intercettare per tempo eventuali segnali di rischio e intervenire prima che si trasformino in gioco problematico.
Il confronto londinese arriva in un momento delicato per il quadro normativo italiano, alla luce delle modifiche che hanno riaperto lo spazio per le campagne dedicate al gioco responsabile e della necessità, più volte richiamata dagli operatori, di tracciare un confine netto tra comunicazione informativa e comunicazione promozionale. Al termine della consultazione, spetterà ad Agcom definire l’impianto interpretativo che accompagnerà l’applicazione del divieto nel mercato italiano.







