Ddl su detenzione domiciliare tossico e alcoldipendenti in Aula: torna emendamento M5S su ludopatia

Il disegno di legge del Governo recante Disposizioni in materia di detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti arriva in Aula in Senato: M5S torna a chiedere misure per i detenuti ludopatici.

 

Arriva all’esame dell’Aula del Senato il disegno di legge dei ministri della Giustizia e della Salute recante “Disposizioni in materia di detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti”, nel testo proposto dalla commissione Giustizia che l’ha esaminato in sede referente. Nell’ambito dell’ormai prossimo esame dell’Aula, i senatori del Movimento Cinque Stelle Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato tornano a proporre l’emendamento respinto in commissione e nel quale inseriscono, tra le dipendenze da prendere in considerazione, anche quella da gioco.

La proposta di modifica, numerata come 1.8, chiede di sostituire il comma 1 dell’articolo 1 con il seguente: «1. Per ampliare le opportunità di accesso dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti o ludopatici alle strutture sanitarie pubbliche o a strutture private accreditate, ai sensi del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, per incrementare il contingente annuo dei posti disponibili nelle predette strutture nonché per potenziare i servizi per le dipendenze presso gli istituti penitenziari a custodia attenuata per tossicodipendenti o alcoldipendenti o ludopatici è autorizzata la spesa massima di 19.436.250 di euro annui a decorrere dall’anno 2026. Ai relativi oneri pari a 19.436.250 di euro annui a decorrere dall’anno 2026, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per esigenze indifferibili di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.».

Nel respingere l’emendamento in commissione, la presidente Giulia Bongiorno aveva precisato che in proposito il sottosegretario Alfredo Mantovano aveva ritenuto che quella da gioco è una dipendenza specifica, da trattare con specifici provvedimenti.