L’analista di gaming Mauro Natta si interroga sull’effettiva necessità di inserire nuove risorse nei casinò nel ruolo di rilevatori di gioco.
di Mauro Natta
Mi hanno segnalato un articolo affinché conoscessi le nuove offerte di lavoro al Casinò di Saint Vincent: sino al 31 maggio c’è tempo per candidarsi alla selezione pubblica volta a individuare una o più risorse da inserire nel ruolo di rilevatore di gioco. Posso garantire che l’ho letto e che in precedenza non lo credevo possibile.
Mi fermo alla risorsa “Rilevatore di gioco” nel quale possiamo leggere: la casa da gioco pare cerchi rilevatori incaricati di monitorare il comportamento della clientela, verificarne il potenziale di gioco e supportare le procedure antiriciclaggio o qualcosa di simile.
Allora posso pensare che l’esistente non sia ancora sufficiente ma, a quanto mi è dato conoscere, tra i controllori regionali e quelli dell’azienda in servizio, non mi è dato immaginare l’impiego specifico di nuove assunzioni nel compito che mi pare indicato nell’avviso.
Non desidero assolutamente entrare in polemica con il soddisfacimento di esigenze particolari individuate dopo le note vicende dal dicembre 2025 in tema di riciclaggio.
Quando mi interessavo delle questioni sindacali ed occupavo posizioni apicali. quali segretario regionale e nazionale non mi sarei mai aspettato una simile iniziativa che, a mio parere, ritengo una constatazione della incapacità di tutti gli addetti alla sala da gioco in tema di controlli.
Certamente non sono a conoscenza delle procedure adottate nello stesso tema in sala da gioco e, a titolo esemplificativo, provo a narrare quelle che un tempo erano in uso.
Per quanto posso rammentare e, con l’esperienza delle mansioni svolte nella casa da gioco dal 1959 al 2000, dalla cassa centrale all’ufficio cambio assegni, dai tavoli di roulette francese alla cassa di sala, penso di esprimermi con una discreta cognizione di causa tanto da esprimermi come segue: il monitoraggio richiesto potrebbe anche essere necessario ma non lo credo; al contrario sono sicuro, anche se non organizzato allo stesso modo, che esisteva ai miei tempi.
Non si può essere contrario ad una procedura previgente il monitoraggio del giocatore forte o meno forte, Vip o di riguardo, ospite all’hotel o solo al bar e ristorante. Ciò in quanto non consentiva, ad avviso dell’Azienda, un monitoraggio che con il presente annuncio si pensa di riattivare rinforzandolo in quanto lo si ritiene deficitario.
Occupandomi dell’ufficio cambio assegni era normale segnalare il giocatore all’ispettore, questi al capo, agli impiegati e al controllore regionale e di ciò posso essere buon testimone.
Il cassiere di sala relazionava se un giocatore si presentava spesso a cambiare, se il giocatore segnalato dall’ufficio cambio assegni chiedeva di incassare in seguito ad una vincita ma, in questo caso, si era in grado di controllare se il titolo di credito era stato ritirato o meno. Se chiedeva il cambio in contanti (a quel tempo mi pare non esistesse il limite per le operazioni in contanti), se dopo aver cambiato il proprio titolo di credito faceva solo finta di giocare (allora giocando uno il rosso e l’altro il nero si correva il rischio dello zero, ora con il punto banco detto rischio è inferiore. Giocando allo chemin de fer, ciò anche oggi, il riciclaggio poteva avere un costo del 5 percento della cagnotte sul banco vincente). Mi scuso ma un esempio mi sentivo di scriverlo.
Non si può sottacere che esistono ancora nell’organizzazione della sala giochi i soggetti incaricati di un attento e consapevole controllo, che una sorta di migliore ripartizione degli incarichi potrebbe essere di qualche ulteriore beneficio, o, forse, una migliore comunicazione potrebbe agevolare, completandolo, il compito loro assegnato.
I mezzi esistono ed è sufficiente provvedere in merito! Molto probabilmente l’incremento delle presenze, dei volumi e delle possibilità di gioco e delle vigenti normative consigliano un rafforzamento dell’esistente al quale certamente non rimane che limitarmi a rammentare che un qualcosa di efficace esisteva e dava, sino a prova contraria, buoni risultati.
Ma permettetemi di aggiungere ancora delle considerazioni.
Le notizie che pervengono al marketing hanno uno scopo specifico che credo possa riassumersi in ciò che precede. Non vorrei essere frainteso ed è per questo motivo che mi ritrovo a scrivere di questa funzione. Non la vedo se non come occasionale coadiuvante al controllo del gioco e del riciclaggio ma, invece, trovo essenziale l’organizzazione della sala da gioco che consenta l’uso dei contanti ad un solo soggetto il cassiere di sala.
Non penso di dovermi dilungare in argomento perché non è la prima volta che ne scrivo; a mio parere il contante deve condurre ad una organizzazione che, prevedendo la cassa amministrativa non accessibile alla clientela e la obbligatorietà per lo changeur allo chemin di accedere alla cassa di sala, si elimina la possibilità che, probabilmente, ha causato il recentissimo problema.
Il circuito dei contanti, specialmente in entrata, ha necessità di essere monitorato e per ottenere un risultato non mi pare che si possa agire diversamente. Credo anche che la pratica in uso negli Usa di controllare il contante con il risultato del tavolo sulla scorta della percentuale a favore del banco sia un esempio, non solo da seguire nell’ottica del controllo sulla regolarità del gioco e degli incassi a posteriori, ma da adottare quale fondamento mirato alla problematica riciclaggio in discorso che ci occupa.
Il contante che circola in una sala da gioco è individuabile da quello contenuto nelle apposite cassette nei giochi di contropartita al momento del conteggio del risultato netto (non comprensivo delle mance), dalla differenza tra in entrata ed in uscita relativo al movimento della cassa di sala ivi compreso ciò che presenta al cambio lo changeur in relazione alle necessità del reintegro temporanei o totale della sua dotazione in gettoni.
Desiderando adempiere ad una funzione, alle volte importante per il gestore, tenendo conto della rimanenza finale in contanti della giornata precedente, si ottiene un elemento aggiuntivo a volte utile.
In altri termini, posto che dell’organizzazione della produzione e del relativo controllo non se ne può fare a meno: un ufficio cambio assegni che ho in dotazione esclusivamente gettoni che segnalano il movimento della clientela ammessa, i tavoli da gioco che provvedono, nei giochi di contropartita, a cambiare contanti per immetterli nell’apposita cassetta o, tramite lo changeur che quest’ultimo porta slla cassa di sala accompagnati da un apposito bordereau che rimane al cassiere.
Questo ultimo particolare potrà adeguatamente segnalare il movimento di contanti verificatosi allo chemin de fer ed a fornire una eventuale ulteriore informazione sia all’ufficio cambio assegni sia all’ufficio clienti e marketing per un successivo controllo sullo svolgimento della partita a fronte di un possibile e/o probabile ricorso importante al cambio assegni.
Lascio immaginare il riscontro o le informazioni che si possono ricavare da una serie di dati relativi al ritiro o decurtazione di assegni precedentemente cambiati ed altro ancora che non ritengo il caso di elencare onde evitare una qualunque non voluta invasione di campo.
Sicuramente esiste altro da mettere in funzione per completare adeguatamente il compito, anche se non si può fare che il possibile. Cosi come accennavo spetta al management del Casinò stilare un regolamento in grado di porre l’Azienda al riparo di sorprese ma l’esperienza anche se di altri tempi mi suggerisce quanto sinceramente ho narrato.
Non vorrei che fosse dimenticata la necessità già sufficientemente evidenziata di una buona comunicazione di informazioni tra ufficio cambio assegni, cassa di sala, ispettori di gioco, capo tavolo ed impiegati che sono i primi a controllare il gioco della clientela, in specie quella dii qualità.






