Il governo punta a chiudere la riforma del comparto fisico tra esigenze fiscali, legalità e confronto con le Regioni.
Il riordino del gioco retail entra nella fase decisiva. Il decreto sul comparto fisico sarà portato in Consiglio dei ministri entro una decina di giorni per un primo esame preliminare, segnando un passaggio chiave nella più ampia riforma fiscale avviata dal governo. Ad annunciarlo è stato il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, intervenuto alla Conferenza nazionale Antifrode dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, come riportato dal quotidiano Italia Oggi.
Non si tratta di un passaggio tecnico qualunque. Il governo vuole mettere mano a un settore che negli anni è rimasto frammentato, tra norme diverse e competenze distribuite. Lo scopo è arrivare a una regolamentazione più chiara, ma anche più efficace nel contrasto all’illegalità. “Il gioco illegale non è solo evasione”, ricorda Leo, sottolineando come dietro ci siano spesso circuiti di riciclaggio e un impatto diretto sulle fasce più vulnerabili della popolazione.
Il decreto rappresenta un tassello fondamentale della riforma fiscale complessiva, che dovrà essere completata entro l’estate del 2026. Una scadenza che pesa: senza il riordino del gioco fisico, infatti, non si potranno bandire nuove gare per le concessioni, con il rischio di continuare a prorogare quelle esistenti.
Tra i punti più delicati c’è il rapporto con le Regioni, che chiedono una quota del gettito derivante dal gioco sul territorio. Il confronto è aperto e sarà decisivo per evitare nuovi scontri istituzionali. Allo stesso tempo, il decreto dovrà mettere ordine su concessioni, distribuzione dei punti gioco e controlli, cercando di bilanciare esigenze economiche e tutela sociale.
Dopo il primo passaggio in Consiglio dei ministri, il testo dovrà affrontare l’iter previsto: Conferenza Unificata e Commissioni parlamentari, prima del via libera definitivo.
Il clima, però, è quello di un’accelerazione. Dopo anni di rinvii, il governo prova a chiudere una riforma attesa da tempo. Una partita tutt’altro che semplice, dove si incrociano interessi economici rilevanti e la necessità di garantire regole più solide e trasparenti.







