L’imperativo è uno: urge una regolamentazione. Il mercato degli esports passa da 4,8 miliardi di dollari nel 2025 a oltre 25 miliardi nel 2035 secondo Accenture.
Continua a crescere il mondo degli esports, tra i temi caldi dibattuti nel corso di Ige 2026 al Salone delle Fontane a Roma nel corso del panel “Se lo sport scommette sugli esports”.
Durante la tavola rotonda romana, moderata dalla giornalista Giulia Di Camillo e in cui sono intervenuti Luca Pagano (ceo Qlash), Federico Brambilla (president & co-founder Exeeed), Luigi Ughi (ceo Giotto Better Solutions), Emanuela De Leo (docente Unisalento e formatore olimpico Coni), Cristiano Muti (segretario del Dipartimento Lnd eSport) e Giampaolo Di Marco (professore Pontificia Università), si è parlato di competizioni, partnership tra player, innovazione, betting e anche di sociale, ma soprattutto di una regolamentazione che questo mondo oggi necessita di implementare, giungendo anche a corrette impostazioni contrattuali.
In apertura, un keynote Accenture ha offerto una panoramica su quello che è il movimento a livello globale e italiano. Per Michela Altieri, managing director media di Accenture Italia: “Il settore degli esports è fortemente connesso con il mondo delle software house, degli eventi e dell’advertising, con le politiche regolatorie, e con svariati aspetti relativi alla sfera tecnologica, educativa, sociale ed etica. Coordinare queste connessioni in maniera strutturata è un passaggio chiave per un mercato globale in forte crescita, da 4,8 miliardi di dollari nel 2025 a oltre 25 miliardi nel 2035, con 640 milioni di spettatori. In Italia, nonostante un’audience complessiva dell’ordine dei 7 milioni di spettatori, l’ecosistema resta frammentato e ha bisogno di maggiore chiarezza nella regolamentazione”.
“Un approccio responsabile verso l’intelligenza artificiale, l’utilizzo dei dati e la cybersecurity sono elementi fondamentali per una crescita degli esports abilitata dal livello di trust & safety necessario a tutelare pubblico, professionisti/operatori e investitori. L’innovazione è quindi un fattore chiave di scala, maturità e credibilità per l’intero settore”, ha aggiunto.







