Giochi illegali e content creator, in Parlamento Ue l’interrogazione Verheyen

In Parlamento Ue arriva l’interrogazione di Sabine Verheyen sul tema content creator e siti di gioco illegali.

 

Un’interrogazione parlamentare firmata Sabine Verheyen accende i riflettori sul legame tra content creator e siti di gioco senza licenza. Sotto accusa la scarsa vigilanza delle piattaforme e l’efficacia del Digital Services Act.

Verheyen afferma come il 71% dell’attività di gioco d’azzardo online rivolta agli utenti europei avviene su siti non autorizzati. È questo il dato allarmante, emerso da uno studio di Yield Sec per la European Casino Association, che ha spinto il Parlamento europeo a interrogare ufficialmente la Commissione. Non si tratta solo di una questione di legalità, ma di una vera e propria emergenza sociale che coinvolge i giovanissimi.

L’interrogazione punta il dito contro un meccanismo di marketing ormai consolidato su piattaforme come YouTube e Twitch. I creator ricevono una commissione fissa o una percentuale sulle perdite per ogni nuovo giocatore registrato. Il pubblico di queste piattaforme è composto in larga parte da giovani, spesso inconsapevoli dei rischi legati ai siti privi di licenza.

Nonostante il Digital Services Act imponga alle piattaforme la rimozione dei contenuti illegali, il web resta inondato di pubblicità occulta al gioco d’azzardo. Secondo Verheyen, i meccanismi di controllo attuali sono insufficienti: il materiale promozionale rimane online per settimane, raggiungendo milioni di utenti prima di essere (eventualmente) rimosso.

Tre le domande alla Commissione europea:

1. La Commissione è al corrente della promozione di siti illegali da parte di content creator?
2. Esiste la volontà politica di avviare un’indagine approfondita su questo sottobosco economico?
3. Quali passi concreti verranno fatti per garantire che il Dsa non resti “carta morta” e che le piattaforme siano ritenute responsabili per i contenuti che ospitano?

“Il gioco d’azzardo illegale non è solo un danno per l’erario, ma una minaccia diretta alla salute pubblica e alla sicurezza dei minori”, si legge. Ora la palla passa alla Commissione europea, che dovrà chiarire se e come intende obbligare i giganti del tech a ripulire i propri feed da slot machine e tavoli da poker illegali.

 

Foto di Guillaume Perigois da Unsplash