Ige 2026, Gioco pubblico e riordino del terrestre: tra norme, mercato e sostenibilità

Si parla di distanza, orari e dell’importanza di una legislazione unica per il settore del gioco fisico nel primo panel di Ige 2026 dal titolo Gioco pubblico: il riordino del terrestre tra norme, mercato e sostenibilità.

Distanze, orari e l’importanza di una legislazione unica per il settore fisico. Sono alcuni dei principali temi analizzati oggi, giovedì 14 aprile, durante il panel di apertura dell’Italian Gaming Expo & Conferenze, IGE 2026 dal titolo “Gioco pubblico: il riordino del terrestre tra norme, mercato e sostenibilità”. che si svolge al salone delle Fontane di Roma. L’evento è moderato dal giornalista Nicola Porro e ad aprire i lavori è il deputato di Forza Italia Alessandro Cattaneo. Quest’ultimo ha sottolineato che “il Governo deve affrontare un riordino vero e proprio che superi le leggi che ogni territorio ha fatto da sé con grande confusione”.

Cattaneo ha inoltre evidenziato che è necessario “un quadro ordinato nazionale che non demonizzi un settore che nel tempo ha dimostrato maturità e un approccio finalmente industriale. Questo percorso è avvenuto anche grazie al vostro contributo e spero di essere alla vigilia di un riordino che sosterrò in qualità di deputato. Quando c’è una comunanza di intenti ogni obiettivo diventa più facile”.

L’onorevole Rosato, vicesegretario d’Azione, intervenuto subito dopo, ha inoltre sottolineato come “la regolamentazione locale sia dannosa e metterà in difficoltà gli stessi sindaci. Ogni comune non può avere il suo regolamento o le sue distanze, è folle perché le concessioni sono nazionali. Sono inoltre convinto che i comuni anche se possono non essere d’accordo accetterebbero una regolamentazione univoca, con una legge nazionale. Ci vuole razionalità in un settore che va regolamentato, che dà lavoro, porta innovazione perché dove non c’è il gioco legale c’è quello illegale oppure l’online che porta i soldi italiani all’estero”.

Giovanni Emilio Maggi, vice presidente di Agic Confindustria ha spiegato che “la delega e la riforma del retail sono necessari per superare la frammentazione del territorio con leggi regionali e orari diversi. Al di là dell’interesse erariale dello stato, dobbiamo pensare che ci saranno 9 anni di modernizzazione del settore in un settore su cui si potrà investire realmente sul miglioramento dei controlli”. Nonostante la crescita dell’online passata attraverso il covid “la presenza del retail resta fondamentale”.

L’avvocato Geronimo Cardia, presidente di Acadi Confcommercio ha sollevato diversi temi. In primis “Il riordino del territorio non si deve fermare in al tavolo tecnico del 10/4. Ma deve arrivare a compimento. L’importante è che si trovi la soluzione al tema degli orari e dei luoghi sensibili, che non prevengono il DGA e fanno perdere gettito, senza creare i problemi di cui si è parlato sui media in termini di quote di concentrazione. Così come si devono risolvere i problemi dei livelli di prezzi di partecipazione che, senza prodotti innovati, pongono una seria questione di sostenibilità. E in ogni caso servono misure ponte.”

Nicola Calandrini (Fi), presidente della 5ª Commissione Bilancio del Senato della Repubblica ha invece evidenziato che si parla di una riforma epocale del settore. Dei 18 decreti di legge approvati, il numero 41, ovvero quello sul gioco online è fondamentale: “Questo decreto risolve il problema legato al gioco patologico perché inserisce temi importanti come il controllo, il monitoraggio e gli investimenti. Dovremmo partire da qui perché questa partita va chiusa entro l’agosto del 2026”. Le dinamiche sono infatti complesse perché si inseriscono concetti come la distanza e i luoghi sensibili che vanno superati. A proposito “l’organismo Stato-regioni è un aspetto sostanziale e ci sono segnali che vanno nella giusta direzione. Tuttavia tra i rischi che permangono c’è quello legato alla protezione degli utenti dal gioco patologico. È importante dare un segnale affinché la conferenza Stato-regioni possa raggiungere questo obiettivo”.

Marco Alparone, vicepresidente e assessore al Bilancio della Regione Lombardia in collegamento ha invece sottolineato che “una norma così importante va condivisa con i territori e il ruolo della conferenza Stato-regioni è fondamentale. Un tema fondamentale è la compartecipazione al gettito dei Comuni per cui abbiamo trovato un Governo molto attento. La nostra proposta è che questa venga definita. Inoltre la norma nazionale deve dare regole uniformi su tutti i territori e penso che i sindaci siano d’accordo; la paura è legata all’impatto con i cittadini e bisogna trovare dei modelli adatti, tra cui schedare i giocatori patologici, cominciare a tracciare i flussi di denaro. Queste norme sono fondamentali per evitare che il gioco si sposti su piattaforme estere. È importante, dunque, la condivisione di oneri e onori che ci aiuta a combattere il fenomeno del gioco compulsivo.

Dario Damiani (Fi), senatore 5° Commissione permanente Bilancio: “La delega si può sempre rinviare ma noi dobbiamo rispettare i termini di agosto e procedere per completare il lavoro dopo la riforma online. Ci sono tutti gli ingredienti per chiudere il riordino nei tempi stabiliti. Cruciale il lavoro perché gli enti locali hanno legiferato così tanto proprio perché manca una regola generale. L’approccio ideologico ha danneggiato il settore, le sue prospettive e anche il gettito fiscale. Se non si hanno le regole certe è impossibile anche fare gli investimenti. Mi sono approcciato a tanti settori. Il problema del gioco col mondo bancario è molto importante. L’approccio deve essere di apertura con realtà, anche piccole, che però seguono le regole centrali e devono poter aprire conto corrente e fare tutte le operazioni che servono. Mi impegnerò per avvicinare sempre di più il settore del gioco con quello bancario. Serve quindi maggiore equilibrio per avere regole certe e consentire investimenti sicuri.”

Luca Squeri (Fi), segretario della 10° Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei deputati: “Quello del gioco pubblico è un settore molto particolare che attende di sapere come si evolverà la delega e il riordino. Il gettito di risorse è importante ma vanno tutelati i giocatori problematici ed esposti a rischio. Questo doppio lato della medaglia è molto importante da distinguere e ha sempre caratterizzato questo tipo di evoluzioni normative. L’istanza che il settore porta avanti è quella di una normativa che sia chiara e certa e che gli utenti sappiano in quale contesto muoversi. Nella mia commissione porterò avanti questa linea avvicinando il settore al Ministero dell’Economia e delle Finanze.”

Il direttore giochi Adm è intervenuto anche nella prima tavola rotonda imperniando il suo intervento sull’evoluzione tecnologica:: “Nel riordino sono presenti delle norme che impongono lo sviluppo di apparecchi in grado di intercettare anche i comportamenti problematici di alcuni giocatori. Ma serve che il testo approdi presto in commissione finanze e in conferenza unificata Stato Regioni per procedere coi lavori. Per noi è fondamentale anche la formazione degli operatori di cui si parla poco, ma è cruciale per intercettare eventuali distorsioni dei player. A livello europeo partecipiamo a tutti i tavoli di discussione e per altri Paesi la situazione non è affatto rosea. Alcuni Stati hanno proibito il gioco online o aumentato troppo le tasse spostando tutto verso le piattaforme illegali. Noi ci abbiamo messo la faccia e abbiamo contribuito alla stesura delle bozze. Abbiamo pensato ad una compartecipazione alla riforma delle Regioni ma anche degli enti locali per controllare anche il territorio. La Polizia Locale, ad esempio, sarebbe molto utile per avere una maggiore capillarità e alle sanzioni elevate sul territorio gli enti potrebbero partecipare al gettito”.

Dario Damiani (Fi), senatore 5° Commissione permanente Bilancio: “La delega si può sempre rinviare ma noi dobbiamo rispettare i termini di agosto e procedere per completare il lavoro dopo la riforma online. Ci sono tutti gli ingredienti per chiudere il riordino nei tempi stabiliti. Cruciale il lavoro perché gli enti locali hanno legiferato così tanto proprio perché manca una regola generale. L’approccio ideologico ha danneggiato il settore, le sue prospettive e anche il gettito fiscale. Se non si hanno le regole certe è impossibile anche fare gli investimenti. Mi sono approcciato a tanti settori. Il problema del gioco col mondo bancario è molto importante. L’approccio deve essere di apertura con realtà, anche piccole, che però seguono le regole centrali e devono poter aprire conto corrente e fare tutte le operazioni che servono. Mi impegnerò per avvicinare sempre di più il settore del gioco con quello bancario. Serve quindi maggiore equilibrio per avere regole certe e consentire investimenti sicuri.”

Luca Squeri (Fi), segretario della 10° Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei deputati. “Quello del gioco pubblico è un settore molto particolare che attende di sapere come si evolverà la delega e il riordino. Il gettito di risorse è importante ma vanno tutelati i giocatori problematici ed esposti a rischio. Questo doppio lato della medaglia è molto importante da distinguere e ha sempre caratterizzato questo tipo di evoluzioni normative. L’istanza che il settore porta avanti è quella di una normativa che sia chiara e certa e che gli utenti sappiano in quale contesto muoversi. Nella mia commissione porterò avanti questa linea avvicinando il settore al Ministero dell’Economia e delle Finanze.”

Il direttore giochi Adm è intervenuto anche nella prima tavola rotonda imperniando il suo intervento sull’evoluzione tecnologica:: “Nel riordino sono presenti delle norme che impongono lo sviluppo di apparecchi in grado di intercettare anche i comportamenti problematici di alcuni giocatori. Ma serve che il testo approdi presto in commissione finanze e in conferenza unificata Stato Regioni per procedere coi lavori. Per noi è  fondamentale anche la formazione degli operatori di cui si parla poco, ma è cruciale per intercettare eventuali distorsioni dei player. A livello europeo partecipiamo a tutti i tavoli di discussione e per altri Paesi la situazione non è affatto rosea. Alcuni Stati hanno proibito il gioco online o aumentato troppo le tasse spostando tutto verso le piattaforme illegali. Noi ci abbiamo messo la faccia e abbiamo contribuito alla stesura delle bozze. Abbiamo pensato ad una compartecipazione alla riforma delle Regioni ma anche degli enti locali per controllare anche il territorio. La Polizia Locale, ad esempio, sarebbe molto utile per avere una maggiore capillarità e alle sanzioni elevate sul territorio gli enti potrebbero partecipare al gettito”.