Infrazione Ue contro Malta, il deputato The Left Schirdewan chiede la deadline dell’analisi

Il deputato europeo Martin Schirdewan (gruppo The Left) chiede alla Commissione a che punto è l’analisi della procedura di infrazione contro Malta sulla legge sul gioco in presunto contrasto con le leggi continentali.

 

Il “Bill 55” dell’isola di Malta al centro di un’interrogazione del deputato europeo Martin Schirdewan, esponente del gruppo The Left. Il politico ha chiesto alla Commissione europea la dead line della procedura di infrazione per quella norma che consente ai tribunali maltesi di non riconoscere o non eseguire decisioni giudiziarie provenienti da altri Stati membri dell’Unione europea nei confronti di operatori di gioco con licenza rilasciata dalla commission locale quando tali decisioni sono ritenute in contrasto con l’ordine pubblico nazionale o con il quadro regolatorio locale.

Il caso del “Bill 55”

L’ultima risposta fornita dalla Commissione è del 2 febbraio 2026 a una precedente interrogazione sempre dello stesso parlamentare. In quella occasione l’esecutivo europeo aveva spiegato di essere ancora impegnato nell’esame delle osservazioni presentate dalle autorità maltesi in merito alla normativa nazionale contestata. Una volta finita l’analisi si sarebbe avuta la risposta definitiva.

Tuttavia manca ancora una posizione e il deputato ha chiesto sia il termine effettivo previsto per completare l’esame delle argomentazioni avanzate da Malta e se sia possibile indicare una data specifica entro la quale l’analisi sarà conclusa e verranno eventualmente decise le misure di follow-up.

La Commissione contro la legge

Difficile prevedere i risultati ma la Commissione europea aveva già detto che questa disposizione potrebbe entrare in conflitto con il regolamento UE n. 1215/2012, noto come regolamento Bruxelles I bis, che disciplina la giurisdizione e il riconoscimento reciproco delle decisioni giudiziarie in materia civile e commerciale all’interno dell’Unione. Il principio alla base della normativa europea è quello della fiducia reciproca tra gli ordinamenti giudiziari degli Stati membri, che comporta l’obbligo generale di riconoscere ed eseguire le sentenze emesse nei diversi paesi dell’UE.

Proprio su questa base, nel giugno 2025 la Commissione ha avviato una procedura di infrazione contro Malta ritenendo che la norma nazionale possa compromettere il corretto funzionamento del sistema europeo di riconoscimento delle decisioni giudiziarie. Bruxelles ha chiesto chiarimenti al governo maltese, che ha risposto difendendo la legittimità della propria legislazione.

La posizione maltese

Secondo il governo maltese la norma non introdurrebbe un’immunità generalizzata per le società di gioco con licenza maltese, ma si limiti a ribadire un principio di ordine pubblico già previsto dal diritto europeo. Secondo questa interpretazione, la disposizione servirebbe a tutelare il modello regolatorio nazionale del settore del gaming online, basato su un sistema di licenze che consente agli operatori stabiliti a Malta di offrire servizi anche verso altri mercati.

La legge aveva fatto notizia e il settore europeo che ha tantissime società basate sull’isola del Mediterraneo, guarda ovviamente con molta attenzione l’evolversi del caso. L’Ue ha sempre detto di non voler guidare centralmente le leggi nazionali sul gioco ma in questo caso l’infrazione c’è eccome visto che incrocia più giurisdizioni in maniera transfrontaliera.