Club da gioco a Parigi, cambia tutto: ecco l’art. 19 e la stabilità per le concessioni attuali

Ok alla fine della sperimentazione ma senza ampliare il mercato e solo in riferimento a Parigi: i poker club e sale da gioco della capitale avranno il via libera grazie all’articolo 19 nella legge di bilancio 2026.

 

Nei giorni scorsi l’allarme e ora la schiarita. Quando club e lavoratori erano pronti a riprendere le proteste contro il Governo francese, nella legge di bilancio 2026 è spuntato l’articolo 19 bis, quell’elemento che in una prima lettura della manovra transalpina non era stato trovato da molti addetti ai lavori parigini.

Cambia tutto

E, invece, la misura mira a rimuovere le sale da gioco dal contesto sperimentale stabilito dalla legge del 2017, a eliminare la scadenza del 2027 e a garantirne giuridicamente la continuità, senza ampliare la gamma dei servizi offerti o modificare l’ambito delle attività autorizzate. Spunta anche la possibilità che venga introdotta la roulette, l’altro tema che i club attendevano con ansia per ampliare il proprio business. L’articolo 19 bis pare fosse difficile da individuare a una prima lettura del testo di bilancio, questo elemento ha richiesto un’analisi approfondita e un confronto incrociato con i lavori parlamentari per comprenderne appieno le implicazioni.

Sperimentazione completata

L’esperimento ha avuto successo quindi e la fase transitoria, progettata per testare un regime speciale prima che venga presa una decisione chiara, è conclusa. Ora la decisione: il suo abbandono o la sua integrazione nella normativa standard. Per diversi anni, i circoli di gioco di Parigi hanno operato sotto questo regime speciale, con rigorosi controlli amministrativi, obblighi precisi e una costante supervisione politica.

A questo punto, la natura sperimentale non fornisce più ai legislatori nuove informazioni. Non è più uno strumento di valutazione, ma una fonte di permanente incertezza giuridica. Questa instabilità è difficilmente compatibile con un settore regolamentato e sensibile come il gioco d’azzardo.

Articolo 19 bis: una prosecuzione deliberata e rigorosamente regolamentata

L’articolo 19 bis del disegno di legge di bilancio 2026 rappresenta una modifica strutturale alla normativa che disciplina i circoli di gioco. Stabilisce il loro status permanente a Parigi, e solo a Parigi, senza creare nuovi diritti di gioco, ampliare l’offerta esistente o modificare l’ambito delle attività autorizzate.

Dal punto di vista giuridico, il meccanismo è preciso. L’articolo 19 bis elimina la designazione sperimentale stabilita dalla legge n. 2017-257 del 28 febbraio 2017, relativa allo status di Parigi e alla pianificazione metropolitana. In pratica, elimina le disposizioni che limitavano le case da gioco a un quadro temporaneo e ne colloca esplicitamente l’autorizzazione in un ambito territoriale ben definito: la Città di Parigi.

Il testo si articola in due fasi. In primo luogo, elimina i paragrafi dell’articolo 34 della legge del 2017 che stabilivano la natura sperimentale del sistema, specificando tuttavia che l’autorizzazione è concessa all’interno del territorio parigino. Inoltre, elimina qualsiasi riferimento a un periodo di tempo limitato, eliminando il periodo dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2027, previsto dalla legge finanziaria di modifica del 2017.

In altre parole, il legislatore non sta modificando la natura dell’attività; sta solo garantendone la continuazione. La normativa che disciplina i circoli di gioco d’azzardo sta passando da uno status temporaneo a un quadro stabile, deliberato e pienamente applicabile. I dibattiti parlamentari confermano questa interpretazione. Gli emendamenti presentati contro l’articolo 19 bis non miravano ad abolire i circoli di gioco d’azzardo, ma piuttosto ad ampliare la gamma di offerta, in particolare includendo le slot machine. Queste proposte sono state respinte. Questo rifiuto chiarisce l’intenzione del legislatore: consolidare il modello esistente, non ampliarlo.

Foto Ispi