Adm ai concessionari: i quesiti sul poker online nell’incontro di dicembre 2025

Si è parlato anche di poker online nell’incontro del 18 dicembre 2025 tra l’Agenzia delle dogane e dei monopoli e i concessionari di iGaming: autoesclusione e codici hash al centro.

Nella riunione del 18 dicembre 2025 tra Agenzia delle dogane e dei monopoli e i concessionari che hanno acquisito i titoli nel bando di gara del riordino del gioco online si è parlato anche di poker. Due i quesiti, uno sui player e sul regime di autoesclusione, l’altro su un quesito squisitamente tecnico per i network online ma determinante per la regolarità del gioco.

Autoesclusione e registrazioni precedenti

Partiamo dal quesito dei concessionari sui casi di autoesclusione che potrebbero essere “richiesti successivamente all’acquisto di un diritto di partecipazione ad un torneo di poker ma intervenuta precedentemente all’inizio del torneo stesso”.

Ecco cosa chiede il concessionario: “Con il presente punto si vuole ottenere un chiarimento in merito al caso in cui un giocatore, nel corso della medesima sessione utente, alle ore 15.00 di un dato giorno acquisti un diritto di partecipazione ad un torneo di poker che avrà inizio alle ore 17.00 del medesimo giorno ma, alle ore 16.00 dello stesso giorno, decida di autoescludersi trasversalmente per tutte le famiglie di gioco: quale è il comportamento che ci si aspetta da un concessionario? Applicazione dell’autoesclusione e rimborso al giocatore dell’importo della partecipazione acquistata o, considerato che l’autoesclusione interviene temporalmente successivamente all’acquisto della partecipazione, essa dovrà divenire operativa solo una volta che il torneo sarà terminato o che il giocatore avrà terminato le fiches a propria disposizione?”

La risposta di Adm: “Per i giochi a torneo, se il giocatore si autoesclude dopo l’acquisto del ticket, può completare la sessione di gioco. Questa la norma: in caso di autoesclusione dal gioco, il sistema del concessionario deve procedere con effetto immediato alla chiusura di tutte le sessioni di gioco aperte garantendo il completamento di eventuali sessioni di gioco che prevedono tornei o mani la cui chiusura immediata comporterebbe una perdita di denaro per il giocatore”.

In pratica in questo caso estremo il giocatore non dovrebbe perdere soldi ma dovesse non aver avuto la cautela di annullare l’iscrizione dovrà essere il concessionario ad evitare tutto questo agendo in seguito all’autoesclusione.

Gli hash nei network fondamentali per l’integrità

Come detto l’altra domanda è molto tecnica anche se riguarda molto da vicino i giocatori per quello che riguarda la regolarità e l’integrità del gioco. Ecco l’oggetto del quesito: “Network di gioco (es. poker P2P): caricamento degli hash per concessionari appartenenti allo stesso network”.

Sempre in relazione alla nuova area riservata, si richiede di chiarire se, nel caso di concessionari che operano in modalità network (ad esempio per il poker peer-to-peer), il caricamento degli hash e delle ulteriori informazioni richieste debba essere effettuato unicamente per il concessionario capofila oppure anche per ciascun altro concessionario partecipante al network.

La risposta di Adm: “La verifica di conformità del sistema di gioco che contiene il circuito di gioco rientra nella certificazione del sistema del concessionario che opererà come CFS. Gl utilizzatori si limiteranno a certificare il proprio sistema del concessionario con la specifica verifica della corretta integrazione tra il proprio sistema dei conti di gioco e il sistema di gioco del CFS”.

Perché è importante l’hash? E soprattutto cos’è?

Si tratta di una funzione crittografica che genera un’impronta digitale unica (una stringa alfanumerica di lunghezza fissa) per dati specifici, usata per garantire l’integrità e la casualità del gioco, nascondendo le carte prima della distribuzione e assicurando che il risultato finale sia imprevedibile e non manipolabile. Funziona come una “scatola nera”: inserisci i dati (es. la sequenza delle carte), ottieni un codice, e se cambi anche un solo bit nei dati originali, l’hash cambia completamente, rivelando la manomissione.