Ippica: i dati 2025 lanciano l’ennesimo allarme per il settore

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Un gioco che cresce poco e che scuola le casse del settore: l’analisi anticipata dei dati sulle scommesse ippiche che lanciano un red alert per il 2026.

Un gioco che cresce poco ma che svuota le casse dell’ippica. Un’analisi anticipata sui dati delle scommesse ippiche a quota fissa da parte del Portale del Cavallo relativi a fine dicembre 2025 solleva un allarme rosso per il settore. Nonostante un aumento del volume di gioco, le nuove normative sembrano aver creato un “boomerang” finanziario, penalizzando gravemente la filiera ippica e l’Erario a favore dei bookmaker.

I numeri, espressi in milioni di euro, dipingono un quadro chiaro:

Anno

Incassi

Vincite

Margine Lordo

Alla filiera ippica

All’Erario

Ai Bookmaker

2025

523,9

453,2

70,7

10,3

5,1

55,2

2024

498,3

424,5

73,8

21,9

10,9

40,9

Var.

+25,6

+28,7

-3,1

-11,6

-5,8

+14,3

Il movimento delle scommesse ha superato i 523,8 milioni di euro nel 2025, segnando un incremento del 5% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, il margine lordo è sceso a 70,6 milioni di euro (-4,19%), la base da cui si calcolano i prelievi per il sostentamento del comparto.

Il nodo politico

Il punto critico emerge dall’applicazione delle nuove aliquote, fortemente volute dagli operatori di gioco e recepite da ADM e Masaf. L’intervento normativo, che mirava a stimolare il settore, ha invece ridotto drasticamente i proventi destinati alla filiera e allo Stato. Alla filiera ippica sono arrivati appena 10,3 milioni di euro, con una perdita netta di 11,6 milioni rispetto al 2024. Anche le casse statali hanno subito una contrazione di 5,8 milioni.

I profitti dei concessionari

La ricchezza sottratta alla filiera e allo Stato ha preso un’unica direzione: il profitto dei concessionari. Il margine residuo per i bookmaker è infatti balzato dai 40,9 milioni del 2024 ai 55,2 milioni del 2025.

Appello al Ministero

A fronte di questi dati, Giorgio Sandi, presidente di Ippica Nuova, solleva un’urgente richiesta di intervento: “Constatato che l’iniziativa ADM/MASAF ha generato solo un aumento marginale del gioco ma un danno colossale ai proventi per l’ippica, non sarebbe il caso di convocare con urgenza un tavolo di confronto?”. È necessario, secondo Sandi, che il Ministero e le rappresentanze degli operatori esaminino i dati “prima che sia troppo tardi, per riscrivere le regole di un gioco che, oggi, premia tutti tranne chi produce lo spettacolo”.