La mission per il 2026 della Fondazione Fair che promuove il gioco responsabile, è quella di andare oltre l’attuale paradigma e crearne uno nuovo per prevenire i rischi e scegliere il bene.
Andare oltre il Gioco Responsabile: “Promuoviamo questa evoluzione: crediamo che la vera tutela non sia dire al giocatore cosa dovrebbe fare, ma progettare un sistema in cui diventi naturale scegliere il bene, non il rischio”. È la Fondazione Fair sui propri canali a lanciare questa nuova sfida per il 2026.
Tutto parte da un approfondimento della stessa Fondazione nello studio la cultura del Gioco Responsabile in Italia presentato all’evento EASG, 14ª Conferenza Europea sugli Studi sul Gioco d’Azzardo. Da questa ricerca emerge come il Gioco Responsabile venga identificato dalla maggior parte dei giocatori come un gioco controllato, sicuro e protetto. I non giocatori invece, con una visione molto differente, lo definiscono anche un concetto inutile.
La definizione di Gioco Responsabile per la Fondazione FAIR
Fondazione FAIR propone un nuovo paradigma di Gioco Responsabile, che supera la logica individuale per abbracciare una tutela sistemica, efficace e condivisa, fondata sulla prevenzione dei rischi e sulla centralità della persona.
Il Gioco Responsabile è un approccio integrato al gioco d’azzardo che mira a promuovere una cultura fondata sulla sicurezza, sulla consapevolezza e sulla tutela delle persone. Si basa sul rispetto delle normative, sull’adozione di strumenti di protezione e supporto al giocatore, sull’analisi dei dati e su una comunicazione trasparente. L’obiettivo è offrire un’esperienza di gioco sostenibile, prevenendo i comportamenti problematici non solo quando si manifestano, ma soprattutto agendo in anticipo attraverso l’educazione, il design etico delle esperienze di gioco, l’uso intelligente dei dati e il supporto alle persone più vulnerabili.
Le prospettive: andare oltre il “gioco responsabile”
Oggi, in molti Paesi, si sta andando oltre la logica del gioco responsabile inteso come semplice dovere del singolo. In Regno Unito, Australia, Svezia, Norvegia e Canada, si parla sempre più spesso di “player protection”, “harm reduction” e “duty of care”: concetti che spostano l’attenzione dalla responsabilità individuale alla responsabilità sistemica. Significa costruire contesti di gioco che riducono attivamente i rischi, utilizzando la tecnologia non solo per incentivare il consumo, ma per prevenire comportamenti disfunzionali in tempo reale, grazie all’analisi dei dati, ai segnali predittivi, al design comportamentale.
Anche in Italia si apre ora una finestra di opportunità. La nuova legge sul gioco online e l’attenzione crescente al tema della tutela possono segnare un cambio di passo. Ma serve il coraggio culturale di superare la retorica del “gioca responsabilmente” e costruire un linguaggio nuovo, fondato sulla consapevolezza, sulla prevenzione e sulla responsabilità condivisa tra istituzioni, operatori e società civile.
Cosa si intende per Gioco Responsabile: definizioni, limiti e nuove prospettive
Secondo la definizione promossa anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, il Gioco Responsabile presuppone che ogni individuo possa giocare in modo autonomo, consapevole e informato, mantenendo il controllo sul proprio comportamento e prevenendo l’insorgere di situazioni problematiche. In altre parole, il giocatore ideale è colui che sa quando fermarsi, conosce i rischi, rispetta i propri limiti e agisce con piena lucidità.
In Italia, questa visione è stata recepita e rilanciata anche dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), che ne ha fatto un principio guida per la regolazione del settore. Il Gioco Responsabile, in questo contesto, si traduce in un insieme di misure che comprendono: la tutela dei soggetti vulnerabili, la prevenzione dell’eccesso, la trasparenza dell’offerta, l’informazione sui rischi e il contrasto al gioco illegale.
L’idea di fondo è quella di bilanciare due esigenze: da un lato il diritto individuale al divertimento, dall’altro la necessità di proteggere la salute economica e psicologica delle persone, soprattutto nei casi in cui il gioco può assumere tratti compulsivi o perdere la sua natura ricreativa. La libertà di scelta resta un valore fondamentale, ma richiede un ecosistema regolato, capace di intervenire quando emergono segnali di rischio.
Garantire un’esperienza di gioco sicura e sostenibile significa dunque prevenire i comportamenti problematici, offrendo strumenti concreti: dai limiti di spesa e di tempo, all’autoesclusione, fino all’educazione sui rischi e all’accesso a reti di supporto specializzate. Non si tratta solo di regolare, ma di promuovere una cultura che riconosca la complessità dell’esperienza di gioco e la protegga con responsabilità.





