Nuovo Galoppo Italia, l’associazione rappresentativa degli operatori ippici, denuncia le problematiche di Capannelle dai tagli alle responsabilità del Masaf.
Solo un ordine del giorno in legge di Bilancio che rischia di essere stralciato con l’approvazione della Manovra 2026 che sta per essere varata alla Camera dei Deputati dopo la fiducia posta dal Governo sul testo.
A denunciare la situazione dell’ippodromo Capannelle di Roma è Nuovo Galoppo Italia. Al centro, però, “resta il taglio delle risorse operato dal Ministero nei confronti dell’ippodromo di Roma – commentano dall’associazione rappresentativa degli operatori ippici – un taglio che ha reso non sostenibile qualsiasi piano economico-finanziario per la società che avrebbe dovuto garantire la continuità gestionale dell’impianto e che ha prodotto una crisi profonda del modello di gestione di Hippo Group Roma-Capannelle, senza che vi fosse una preventiva valutazione delle conseguenze sistemiche di tali scelte. Ad oggi, l’unico atto emerso in sede di Legge di Bilancio è un ordine del giorno, che rappresenta un semplice indirizzo politico e non una misura concreta e immediatamente operativa. Tale atto, da solo, non è in alcun modo sufficiente a risolvere la crisi in atto”.
A questo si aggiunge un ulteriore elemento di estrema gravità sul piano della programmazione delle corse sempre secondo Nuovo Galoppo Italia: “Con decreto firmato in data 30 ottobre, il Ministero aveva previsto per l’Ippodromo di Roma–Capannelle 67 giornate di corse, già ridotte rispetto alle 73 giornate del 2023. Successivamente, con un ulteriore decreto adottato il 24 dicembre, vigilia di Natale, tale programmazione è stata drasticamente ridotta a sole 54 giornate. Si tratta di un doppio intervento penalizzante: da un lato il taglio delle risorse convenzionali, dall’altro un taglio drastico delle giornate di corse. Una combinazione che rende oggettivamente impossibile qualsiasi ipotesi di continuità gestionale e di rilancio dell’ippodromo di Roma–Capannelle”.
Nuovo Galoppo Italia ritiene che la responsabilità di questa situazione sia esclusivamente riconducibile alla Direzione Generale del Masaf: “Hanno operato tali scelte senza un confronto con le categorie, senza una valutazione degli effetti economici e occupazionali e senza considerare l’impatto devastante sull’intero sistema ippico romano. Chiediamo pertanto un intervento immediato del Ministero finalizzato al ripristino delle risorse economiche e delle giornate di corse necessarie a rendere nuovamente sostenibile qualsiasi ipotesi di gestione dell’Ippodromo di Roma–Capannelle. In assenza di risposte rapide e concrete, Nuovo Galoppo Italia si riserva di avviare iniziative di mobilitazione e manifestazione direttamente presso il Ministero, a tutela degli operatori, dei cavalli e dell’intero comparto ippico”, hanno concluso.




