Il controllo della regolarità del gioco nei casinò ha fondamento anche nella legge, ecco la disamina dell’esperto Mauro Natta.
di Mauro Natta
Mi ero creato delle certezze sul come e chi doveva controllare la regolarità del gioco nei quattro casinò autorizzati nel Paese. Trovava fondamento nell’art. 19 del decreto legge n. 318 del 1 luglio 1986 convertito con modificazioni dalla L. 4 agosto 1986 n. 488.
“Le entrate derivanti ai comuni di Sanremo e Venezia gestioni di cui al regio decreto legge 23 dicembre 1927, convertito dalla legge 27 dicembre 1928, n. 3125, nonché al decreto legge n. 16 luglio 1936, n. 1.484, convertito dalla legge gennaio 1937, n. 62 sono considerate ad ogni effetto, fin dall’istituzione, entrate di natura pubblicistica, da classificare a bilancio al titolo I, entrate tributarie. Non si fa luogo al rimborso delle imposte dirette già pagate”.
Forse il mio errore è stato pensare che le entrate in oggetto non erano riferibili esclusivamente ai due Comuni citati? In effetti ho sempre convintamente ritenuto che l’attribuzione valesse anche per Campione d’Italia e la Regione Autonoma Valle d’Aosta. È mia intenzione notare che all’art. 7 del disciplinare tra la Regione Valle d’Aosta e la Società alla quale è affidata la gestione della casa da gioco di Saint Vincent, al secondo paragrafo, alla fine, si legge: Casino Spa versa le quote dei proventi di gioco di spettanza regionale alla tesoreria di Regione con le modalità di cui al successivo art. 9. Tali quote assumono, all’atto del versamento, natura di entrata di diritto pubblico.
Non ho trovato il disciplinare in essere per la gestione della casa da gioco di Campione d’Italia, ma posso pensare che non sia differente da quella citata relativamente al versamento della gestione al Comune. Non sono riuscito neppure a verificare se nel bilancio del Comune di Campione si trovino i versamenti in parola nel bilancio al titolo I.
Una certezza resiste: il controllo sulla regolarità del gioco e degli incassi è demandato a Sanremo, Venezia e Saint Vincent al Corpo Controllori comunali e regionali. Relativamente a Saint Vincent posso garantirlo per ogni compito assegnato dei Controllori avendo svolto compiti di cassiere centrale, impiegati di gioco e cassiere di sala sino al dicembre 2000.
I controllori regionali partecipano obbligatoriamente all’apertura e alla chiusura dei tavoli che, in loro assenza, non sono permessi.
Ecco il motivo, o meglio, il dubbio che mi è nato sulla definizione di entrate di natura tributaria: la decisione del Consiglio di Stato, terza Sezione, in sede giurisdizionale n. 06115/2020 Reg.Ric. di cui riporto quanto segue: al punto 8.4. “La deliberazione n. Omissis non risulta affetta dai dedotti vizi istruttori, di trasparenza ed imparzialità: allegato alla stessa è infatti uno studio sulla riorganizzazione degli uffici e dei servizi della amministrazione.
Dal quadro che ne risulta emerge che le misure adottate sono state opportunamente parametrate rispetto alla causa del problema: in particolare, le posizioni in evidente esubero erano quelle del servizio speciale di controllo del Casinò (con mansioni generiche ed evidentemente sovradimensionate) e del Corpo di Polizia Locale; in altre parole, sarebbe stata inappropriata una modifica vera e propria della struttura macro-organizzativa dell’ente locale a fronte di un problema settoriale”.
Forse sbaglio ma, da non esperto in materie giuridiche, mi viene da pensare che il controllore (che a mio parere dovrebbe essere l’ente concedente la gestione) d il controllato si identificano in un solo soggetto: il gestore e non è la prima volta che concludo in questo modo.
Termino queste poche righe perché sono rimasto sorpreso da una decisione che mi pare del 2020. Ero e rimango dell’idea che il concedente debba provvedere in proprio al controllo trattandosi nella specie di entrate tributarie così come procedono negli altri Casinò del Paese. A meno che non mi si dica che ho torto nel pensarlo.
Non posso esimermi dal chiedere se al Casinò di Campione d’Italia sono in servizio i controllori comunali. Sicuramente il controllo a posteriori potrebbe essere svolto anche da altra tipologia di incaricati sempre dipendenti del Comune. Non c’è dubbio che il rilevamento dei risultati di gioco tavolo per tavolo, mance comprese così come il controllo de visu dovrà essere a carico di controllori in servizio attivo all’interno della casa da gioco.
Non desiderando mettere troppa carne al fuoco, a questo punto e ponendo un’ulteriore domanda mi arresto e aspetto.
Foto di Michał Parzuchowski su Unsplash







