Preoccupazione e polemiche nel Regno Unito dopo l’annuncio di Betfred della chiusura di 132 betting shop e del taglio di 600 posti di lavoro.
Il numero di agenzie di scommesse in Gran Bretagna si sta riducendo da anni e le chiusure si sono accelerate da quando il bilancio autunnale del 2025 ha aumentato le imposte sul gioco d’azzardo online, lasciando invariate quelle sulle scommesse effettuate nei punti vendita fisici. Il 31 luglio Betfred ha confermato di aver avviato una consultazione sulla chiusura di 132 punti vendita e sul taglio di oltre 600 posti di lavoro a partire da settembre.
Il piano di Betfred riguarda oltre un decimo dei punti vendita del bookmaker e comporterà la perdita di oltre 600 posti di lavoro, lasciando l’azienda con circa 1.100 punti vendita nel Regno Unito. Betfred impiega complessivamente circa 7.500 persone.
L’amministratore delegato Joanne Whittaker ha dichiarato che la decisione è stata presa con “profondo rammarico” e l’ha attribuita a una combinazione di pressioni sui costi e non alle sole tasse sul gioco d’azzardo: “Abbiamo fatto del nostro meglio per proteggere tutte le nostre sedi e i dipendenti che vi lavorano, ma l’impatto combinato di maggiori contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, inflazione salariale, aumenti delle tasse sul gioco d’azzardo e una più ampia incertezza economica non ci ha lasciato altra scelta. Si tratta di negozi ben gestiti, con personale dedicato, ed è incredibilmente difficile vederne chiudere qualcuno, ma l’attuale contesto fiscale e normativo ha reso impossibile mantenere operative tutte le nostre sedi. La nostra priorità ora è supportare i dipendenti coinvolti e continuare a servire i clienti e le comunità in tutte le altre sedi della nostra rete”.
Le modifiche alle imposte a cui fa riferimento Betfred sono state confermate nel bilancio autunnale del 2025. L’imposta sul gioco d’azzardo online è aumentata dal 21% al 40% a partire dal 1° aprile 2026, e un’aliquota separata del 25% sulle scommesse online entrerà in vigore dal 1° aprile 2027.
Le scommesse effettuate presso le sedi autorizzate non sono interessate e rimangono tassate al 15%, così come le scommesse online sulle corse di cavalli nel Regno Unito.
I punti vendita fisici, spiega Europeangaming.eu, non dovranno quindi affrontare un aumento diretto delle imposte sulle scommesse effettuate allo sportello, ma gli operatori che gestiscono entrambi i canali assorbiranno gli aumenti delle vendite online, oltre a dover sostenere costi del personale più elevati. Anche le tasse di licenza della Gambling Commission aumenteranno del 25% a partire dal 1° ottobre 2026.
LA REAZIONE DEL BGC – Non si fa attendere la reazione del Betting and Gaming Council: “In occasione della presentazione del bilancio dello scorso anno, il Bgc aveva avvertito che ulteriori e sostanziali aumenti delle tasse avrebbero compromesso posti di lavoro, investimenti e crescita nel settore delle scommesse e dei giochi regolamentati in Gran Bretagna. Oggi, questo è l’ennesimo esempio di come tali avvertimenti si stiano avverando. Le agenzie di scommesse sono parte integrante delle vie principali delle città britanniche, sostengono le comunità locali, generano entrate fiscali vitali e forniscono finanziamenti essenziali per l’ippica britannica. Ulteriori pressioni su queste attività altamente regolamentate si tradurranno in più chiusure, meno posti di lavoro, investimenti ridotti e meno denaro che affluisce nel settore delle corse ippiche.”
Queste, si legge in una nota, sono “le conseguenze concrete della decisione del precedente Cancelliere dello Scacchiere di imporre aumenti fiscali eccessivi al settore regolamentato delle scommesse e dei giochi d’azzardo in Gran Bretagna. Questi aumenti fiscali sono dannosi per l’occupazione, per le attività commerciali e per le corse ippiche, e al contempo conferiscono un enorme vantaggio al mercato nero del gioco d’azzardo, insicuro e non regolamentato.”
Foto di Tim Mossholder su Unsplash







