Nel Rendiconto generale della regione Calabria per l’esercizio finanziario 2015 la Corte dei Conti evidenzia diversi ritardi nell’utilizzo dei fondi per la lotta alla ludopatia.
Ritardi nell’utilizzo dei fondi per la lotta alla ludopatia. È uno dei punti fondamentali che emerge dal Rendiconto generale della regione Calabria per l’esercizio finanziario 2015, pubblicato dalla Sezione regionale della Corte dei conti. Nel documento vengono infatti evidenziati diversi residui di bilancio da utilizzare nel contrasto al disturbo da gioco.
A esporre l’argomento è stato il magistrato Emanuela Friederike Daubler che evidenzia: “Nel 2015 con l’art. 1 comma 946 della legge n. 208 recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” era stato istituito presso il Ministero della salute un fondo per il contrasto degli effetti patologici del gioco d’azzardo, con una quota pari a 50 milioni a decorrere dal 2016.” Questo perché con il decreto Balduzzi “nella consapevolezza della rilevanza del fenomeno riferito alla ludopatia, nei livelli essenziali di assistenza (Lea) sono state introdotte anche le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione delle persone affette da ludopatia quale patologia legata alla dipendenza da gioco d’azzardo”.
“Al contempo la citata legge ha istituito un osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave e per il correlato monitoraggio in termini di efficacia delle azioni di cura e di prevenzione intraprese. Il fondo avrebbe dovuto essere ripartito alle regioni sulla base del numero di persone affette da ludopatia come censite dai Servizi per le dipendenze (Ser-D). Tenuto conto della non omogeneità della presenza di tali servizi sul territorio nazionale le risorse sono state stanziate per quote d’accesso ovverosia sulla base degli stessi criteri che presiedono al riparto del fondo sanitario indistinto”.
Nell’ambito dello specifico referto “La gestione della spesa carceraria, Rems, istituti di salute mentale fondo per il contrasto al gioco d’azzardo” approvato con delibera di questa Sezione n. 46/2026, era stata rilevata la sussistenza di imponenti residui passivi al 31 dicembre 2024 pari ad euro 6.369.528,83”.
Nell’analisi istruttoria presente nel documento viene evidenziato che “nel rendiconto 2025 alla voce di uscita U9130701401, riferita al fondo sanitario regionale di parte corrente da assegnare alle Asp per la gestione delle spese di esercizio in materia sanitaria – trasferimenti correnti ad amministrazioni locali per garantire le prestazioni di prevenzione cura e riabilitazione delle persone affette da disturbo da gioco d’azzardo la seguente situazione: residui passivi all’1.1.2025 per euro 5.847.314,16 ascrivibili a diverse annualità pregresse (dal 2017 al 2024) pagamenti in conto residui per 2.139.569,80 per le annualità 2021/2023 e residui complessivi a fine esercizio per euro 3.707.744,36 per tutte le annualità indicate. In competenza risultano pagamenti per euro 371.834,83. I residui attivi non riscossi presentano una consistenza di € 2.079.986,68 (annualità 2023 e 2024)”.
“Dai riscontri forniti sono emersi taluni profili critici afferenti al fatto che il Ministero subordina l’erogazione alla verifica della rendicontazione delle annualità precedenti (soglie minime dell’80% per il 2021, 50% per il 2022, 20% per il 2023), e le ASP non hanno completato le attività nonostante il sollecito della regione intervenuto a seguito dell’istruttoria avviata ai fini del presente giudizio.”
Ulteriori elementi significativi emersi si possono riassumere nei seguenti termini:
- Il residuo dell’annualità 2017 (€ 1.443.757,72), mai trasferito e «in corso di riprogrammazione»;
- Le quote destinate all’Osservatorio regionale (€ 130.000 complessivi, annualità 20212024), restano inutilizzate perché l’organismo ha trovato disciplina organizzativa solo con il D.C.A. n. 8/2025 e “Le relative risorse saranno pertanto utilizzate nell’ambito delle attività dell’Osservatorio secondo quanto previsto dal citato decreto e dai conseguenti atti attuativi”.
- L’errore materiale riferito al trasferimento di € 371.834,83 al GOM di Reggio Calabria anziché all’ASP di Reggio Calabria, successivamente recuperato e reiscritto. La circostanza appare segno di debolezza del sistema dei controlli sul ciclo di erogazione.







