In una relazione della commissione Antimafia si focalizza l’attenzione anche sull’utilizzo crescente di piattaforme di giochi online da parte della criminalità organizzata come mezzo di comunicazione.
Focus anche sulle piattaforme di giochi online e sui videogiochi, nella relazione su “La rete invisibile della mafia: dalle criptovalute alle comunicazioni cifrate” approvata dalla commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere.
La Relazione, si legge nelle considerazioni conclusive, documenta “una trasformazione del modo in cui le mafie si presentano nei luoghi della socialità digitale. Da un lato, accanto al nucleo dirigenziale dei ‘veterani’ che custodisce riti e codici della tradizione, le organizzazioni hanno integrato giovani membri con elevata competenza digitale, capaci di operare nel linguaggio contemporaneo della rete. Si tratta di un ‘ponte generazionale’ che è anche una sfida culturale: difendere le competenze e gli ideali delle nuove generazioni dalla tentazione di metterle al servizio della criminalità organizzata. Dall’altro lato, si registra l’uso crescente, da parte della criminalità organizzata, dell’ecosistema dei videogiochi e delle piattaforme di gioco online come canale di comunicazione riservata. Videogiochi e piattaforme sono diventati ambienti in cui la comunicazione criminale si nasconde proprio perché si confonde con la comunicazione di tutti, e in particolare con quella dei più giovani“.
Dunque, secondo la relazione, “non possiamo accettare che esistano zone della vita economica e relazionale in cui le organizzazioni criminali si muovano indisturbate semplicemente perché lo Stato non ha gli strumenti per vedere. La legalità non può fermarsi davanti a una soglia tecnologica”. Inoltre, “la sfida del cyberspazio e delle criptovalute non si combatte dentro i confini di un solo Stato”, un fatto che la relazione “riconosce con chiarezza”, indicando “nell’Unione europea il livello istituzionale al quale molte delle questioni qui poste devono trovare risposta: dal regime degli operatori Over-The-Top alla disciplina antiriciclaggio armonizzata, dal Regolamento Dora al Cyber Resilience Act, dal nuovo Regolamento antiriciclaggio del 2024 al documento Leon — le ‘Esigenze operative delle forze dell’ordine per l’accesso legale alle comunicazioni’ presentato durante la presidenza svedese del Consiglio dell’Unione europea nel 2023”.
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