D’Angelo (Sapar) a Bruxelles: ‘Il riordino deve essere più partecipato e condiviso’

I vertici di Sapar al Parlamento europeo per una serie di incontri istituzionali. Nuovo appuntamento entro la fine dell’anno nel segno della continuità e dell’armonizzazione comunitaria.

 

Sapar vola a Bruxelles con il presidente e il vice presidente Sergio D’Angelo e Patrizio Perla nell’ambito del riordino del gioco fisico italiano. I vertici di Sapar si sono recati il 14 luglio 2026 al Parlamento europeo per una serie di incontri istituzionali e con un obiettivo preciso: portare oltre i confini nazionali le difficoltà degli operatori della rete terrestre e cercare nuovi interlocutori in una fase decisiva per il futuro del settore.

Quanto accaduto a Bruxelles, D’Angelo lo ha raccontato in esclusiva a Sigma News e ha messo subito in chiaro le cose: “Il riordino deve essere più partecipato e più condiviso, coinvolgendo tutte le piccole e medie aziende italiane ed europee che oggi operano nella filiera del gioco fisico”.

Sapar ha parlato dell’impostazione economica delle future procedure di gara. D’Angelo ha espresso preoccupazione per un modello che sarebbe più oneroso rispetto alle procedure avviate nel 2004 e nel 2011 e che potrebbe ridurre lo spazio riconosciuto ad alcune componenti storiche della filiera. Secondo D’Angelo, “le imprese che rischierebbero di perdere centralità avrebbero contribuito, nel corso dei decenni, a generare oltre la metà delle entrate erariali provenienti dal settore dei giochi. Abbiamo affrontato il tema di un nuovo bando più oneroso rispetto a quelli del 2004 e del 2011, che oggi rischia di escludere alcune figure della filiera. Parliamo di soggetti che, per decenni, hanno contribuito alle entrate erariali generate dal comparto”.

Sapar invita a valutare l’intero periodo di durata degli affidamenti, sostenendo che condizioni di ingresso eccessivamente gravose potrebbero garantire maggiori introiti immediati, ma indebolire la capacità produttiva della rete negli anni successivi. D’Angelo ha sintetizzato il concetto con una metafora automobilistica: “È come affrontare una gara di Formula 1, caricando meno carburante per rendere la macchina più leggera e veloce. All’inizio si può ottenere un vantaggio, ma poi non si riesce a completare la gara. Un bando può portare qualche euro in più nell’immediato, ma farne perdere molti di più nei nove anni successivi alla concessione. Il valore economico di una gara non dovrebbe essere misurato soltanto in base al prezzo pagato all’ingresso dai concessionari. Dovrebbe considerare anche la sostenibilità della raccolta, la continuità delle imprese, l’occupazione, il presidio territoriale e il gettito generato nell’intero periodo concessorio”.

Un altro dossier riguarda la crescita del gioco online e la capacità degli Stati di governare mercati sempre meno legati a un territorio specifico. “Dobbiamo capire come governare i nuovi mercati senza frontiere”, ha affermato D’Angelo: “Il gioco online cresce in modo esponenziale e, come accade in tutti i mercati in espansione, anche l’offerta illegale si trasferisce sulle piattaforme digitali”. Il presidente dell’associazione collega direttamente il contrasto ai siti non autorizzati alla tutela delle finanze pubbliche: “Bisogna innovare gli strumenti di controllo, perché ogni euro sottratto a uno Stato è un euro sottratto al welfare”.

E ancora la prevenzione e il trattamento delle dipendenze da gioco. “Oggi operiamo in un mercato europeo, ma in materia di tutela contro le dipendenze da gioco abbiamo ventisette normative diverse”, ha osservato D’Angelo. Sapar spiega come una maggiore convergenza europea potrebbe rendere più efficaci i controlli e ridurre le differenze tra mercati. Non significa necessariamente imporre un’unica legge sul gioco a tutti gli Stati membri, ma individuare standard minimi condivisi, sistemi interoperabili e criteri comuni per riconoscere i comportamenti problematici.

Circa gli apparecchi automatici da intrattenimento senza vincita in denaro, come videogiochi, simulatori, gru, ticket redemption e altre attrazioni presenti nelle sale giochi e nei parchi di divertimento, Sapar ritiene tuttavia che l’impianto nazionale continui a essere poco adeguato alla rapidità con cui evolve il settore. “In Italia abbiamo un parco macchine vetusto perché, a differenza di altri Stati europei, partiamo da una normativa costruita nei primi anni Duemila, che oggi fatica a stare al passo con i nuovi prodotti tecnologici offerti dal mercato”, ha spiegato D’Angelo.

Secondo il presidente, gli apparecchi senza vincita potrebbero rappresentare il terreno più semplice su cui avviare un processo di armonizzazione europea.  “Ci siamo lasciati con l’impegno di inviare, nelle prossime settimane, un documento su come potrebbe svilupparsi in futuro il mercato europeo degli apparecchi da intrattenimento, con e senza vincita in denaro”, ha anticipato D’Angelo.

Sapar prevede di tornare a Bruxelles entro la fine del 2026 per proseguire il confronto con gli interlocutori incontrati e presentare le proprie proposte. La credibilità dell’iniziativa dipenderà ora dalla capacità di tradurre le richieste associative in dati, analisi economiche e soluzioni normative praticabili. Il riordino del gioco fisico coinvolge interessi differenti: entrate pubbliche, tutela della salute, sostenibilità delle imprese, autonomia delle Regioni, occupazione e contrasto dell’illegalità.