Divieto di pubblicità del gioco, udienza alla Corte Ue sul caso LeoVegas

Il Consiglio di Stato aveva sospeso il giudizio e rinviato la questione a Lussemburgo: quattro i quesiti posti sulla direttiva europea 2015/1535.

Sarebbe prevista per oggi, 1° luglio, l’udienza davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea sul rinvio pregiudiziale sollevato dal Consiglio di Stato nel caso che vede contrapposti LeoVegas Gaming Plc e l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. La società, con sede legale a Malta e rappresentata dagli avvocati Alessandro Gigli e Valérie Peano, era stata sanzionata da Agcom per 50mila euro per aver trasmesso pubblicità di giochi e slot machine il 3 novembre 2018 sul canale satellitare Sky 237. Il Tar del Lazio aveva già respinto il ricorso della società nel giugno 2023, con la sentenza n. 10126/2023.

Il Consiglio di Stato ha disposto il rinvio alla Corte di Lussemburgo con un’ordinanza del marzo 2025. LeoVegas sostiene che la propria attività rientri nella categoria dei “servizi della società dell’informazione”, in quanto concessionaria per l’offerta di giochi e scommesse a distanza secondo lo schema di convenzione sottoscritto con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Su questa base la società contesta la compatibilità del divieto di pubblicità previsto dal decreto Dignità con la direttiva UE 2015/1535, che disciplina le regole tecniche relative ai servizi della società dell’informazione.

Il Consiglio di Stato ha ritenuto che il caso sollevi questioni interpretative di diritto europeo non ancora chiarite dalla giurisprudenza della Corte e ha formulato quattro quesiti. Tra questi, se l’articolo 5 della direttiva 2015/1535 sia invocabile da parte di un soggetto privato in un giudizio come quello promosso da LeoVegas, e se l’accertamento di una violazione della direttiva comporti per il giudice nazionale l’obbligo di dichiarare inefficace la disposizione di diritto interno. Il quarto quesito riguarda la compatibilità generale del divieto di pubblicità del gioco con i principi di libertà sanciti dai Trattati dell’Unione europea.

Il giudizio davanti al Consiglio di Stato resta sospeso in attesa della pronuncia della Corte di giustizia. Secondo la procedura ordinaria davanti alla Corte, dopo la fase orale l’Avvocato generale presenta le proprie conclusioni, che precedono di alcuni mesi la sentenza definitiva.