Il gioco d’azzardo rappresenta un fenomeno economico, sociale e di salute pubblica che richiede conoscenze scientifiche solide. Fondazione Fair sostiene la ricerca indipendente per generare impatto concreto su policy, prevenzione e tutela dei giocatori.
Fondazione Fair lancia il Fair Research Program 2026, bando di ricerca indipendente sul gioco responsabile che mette a disposizione un contributo a fondo perduto di 50mila euro per un singolo progetto, della durata di 12-24 mesi.
Le candidature sono aperte fino al 16 novembre 2026 e possono candidarsi università pubbliche e private con sede in Italia, enti pubblici di ricerca, Irccs e centri accademici. È ammesso il coinvolgimento di partner internazionali, purché il coordinamento scientifico e la raccolta dati restino a prevalenza italiana.
Tra gli ambiti di ricerca: strumenti di prevenzione e interventi di promozione del gioco responsabile; fattori di rischio e fattori protettivi rispetto a comportamenti di gioco problematico; impatti sociali, economici e sanitari del gioco; valutazione di policy e regolamentazioni in ottica di tutela del consumatore; meccanismi psicologici e comportamentali alla base delle decisioni di gioco; autocomprensione della valutazione del rischio; processi evolutivi nel legame tra videogame e gioco d’azzardo; ruolo della comunicazione, del design delle interfacce e delle tecnologie digitali; analisi dei dati e modelli predittivi per l’identificazione precoce di situazioni a rischio; innovazione del business model nella prospettiva del gioco sostenibile; politiche pubbliche per il gioco sostenibile; analisi comparativa con case study, prassi e best practice internazionali.
“Con il Research Program 2026 la fondazione compie un passo concreto nella direzione che ha sempre indicato: non limitarsi a promuovere il dibattito, ma contribuire a costruire la base di conoscenza su cui quel dibattito deve fondarsi. Investire in ricerca indipendente è il modo più diretto per essere credibili nei confronti delle istituzioni e utili per la comunità”, dichiara Stefano De Vita, direttore generale di Fondazione Fair.
Le proposte saranno valutate dal Comitato Scientifico della fondazione in base alla qualità scientifica (40 per cento); innovatività e coerenza tematica (20 per cento); impatto e disseminazione (20 per cento); fattibilità e piano economico (20 per cento).
Foto di Scott Graham da Unsplash






