Il presidente della Regione Valle d’Aosta Renzo Testolin effettua le sue comunicazioni al Consiglio Valle sul Casinò di Saint Vincent, il dibattito successivo.
“Il decreto adottato, su richiesta del gennaio 2026 della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino, ha disposto, nei riguardi della società, la nomina, per un anno, di due amministratori giudiziari cui è stato affidato il compito di affiancare gli organi di amministrazione della Casinò spa, ‘lasciando il normale esercizio di impresa in capo agli organi di amministrazione societaria’, al fine dell’adozione di una serie di misure dirette a rivedere il modello organizzativo di cui al d.lgs. 231/2001 e a rafforzare, in particolare, i presidi di controllo societari sulle operazioni rilevanti ai fini della normativa in materia di antiriciclaggio. L’udienza per la comparazione della società è stata fissata al 14 luglio 2026.” Queste le parole del presidente della Regione Valle d’Aosta, Renzo Testolin, nelle sue comunicazioni al Consiglio Valle sul Casinò di Saint Vincent.
“La Regione, dal canto suo, ha comunicato agli amministratori giudiziari la più ampia disponibilità e collaborazione per quanto ritenuto opportuno o necessario, fermo restando che spetterà alla società interagire con gli amministratori e con il tribunale per assicurare la rapida individuazione delle criticità rilevate e l’implementazione di protocolli operativi a supporto della normativa antiriciclaggio e anticorruzione, anche rappresentando nelle dovute sedi le misure nel frattempo posti in essere. A seguito di interlocuzioni avute con il Collegio degli amministratori giudiziari, gli amministratori stessi, Corrado Corradino e Ivano Berardi, hanno fornito con nota dell’8 giugno scorso alcune precisazioni, da condividere con il Consiglio regionale”.
Il presidente ha quindi dato integrale lettura della nota: “La misura di prevenzione adottata ai sensi dell’articolo 34 del decreto legislativo numero 159/2011 è finalizzata ad assicurare l’amministrazione giudiziaria e la tutela della legalità nei settori indicati dal provvedimento dell’autorità giudiziaria. Gli amministratori giudiziari stanno operando e continueranno ad operare nell’esclusivo interesse pubblico individuato dalla legge e sotto la costante vigilanza del Tribunale di Torino, sezione misure di prevenzione, e del giudice delegato attenendosi rigorosamente ai poteri dai limiti conferiti. L’attività del Collegio è allo stato rivolta alla verifica dei processi aziendali, dei presidi di controllo interno ed esterno, all’esercizio di potere attribuiti nell’ambito della normativa antiriciclaggio e al monitoraggio degli assetti organizzativi e gestionali della società. Si precisa che gli amministratori giudiziari non svolgono funzioni di indirizzo politico né attività estranee al mandato conferito all’autorità giudiziaria, limitandosi all’esecuzione delle attività demandate dal tribunale nell’ambito della procedura in corso. Il collegio confida che tutte le interlocuzioni istituzionali possono svolgersi in un clima di collaborazione e serenità nel rispetto dei reciproci ruoli e delle prerogative proprie dell’autorità giudiziaria, della Regione Valle d’Aosta, del Comune di Saint-Vincent e degli organi di societari.»
Il dibattito sulle comunicazioni
“Cosa deve ancora accadere perché si prenda atto che esiste un problema molto serio in questa azienda e una evidente inadeguatezza della sua governance? – esordisce il consigliere della Lega VdA Corrado Bellora -. Noi lo sosteniamo da dicembre con le tante iniziative che abbiamo presentato nei passati Consigli regionali per lanciare dei segnali che sono stati completamente ignorati. Il provvedimento di amministrazione giudiziaria evidenzia la totale inadeguatezza delle procedure anticorruzione adottate dalla Casa da gioco. Proprio quelle misure che l’amministratore unico, sentito durante una Conferenza dei Capigruppo, ci aveva descritto come perfette, a prova di bomba. Ricordo che l’ultimo atto dell’amministrazione giudiziaria, che è una misura di prevenzione, è la confisca dell’azienda. Non vorrei si arrivasse lì.”
“L’amministrazione giudiziaria del Casinò è un fatto grave, che riguarda una società il cui capitale è detenuto quasi interamente dalla Regione: riteniamo che sarebbe riduttivo se questo Consiglio si limitasse semplicemente a prenderne atto – afferma la capogruppo di Avs, Chiara Minelli -. Da mesi, in quest’Aula ma anche negli incontri con l’amministratore unico, è emersa la richiesta di chiarimenti sulle misure adottate per contrastare un fenomeno che gli inquirenti avevano già evidenziato, vale a dire l’esistenza di un sistema di corruzione e riciclaggio. Il provvedimento di amministrazione giudiziaria dimostra che le risposte, rassicuranti, non sono adeguate. Esprimiamo preoccupazione per l’assetto del Casinò ma anche per le ipotesi della sua futura gestione: non sarebbe accettabile che una vicenda così delicata venisse utilizzata per accelerare scelte strategiche già in discussione, senza un confronto pubblico e senza un pieno coinvolgimento del Consiglio regionale”.
Il consigliere di Pd-Fp Fulvio Centoz ricorda che “a gennaio avevamo chiesto alla Regione di attivare un audit esterno e indipendente sui presidi antiriciclaggio del Casinò. Ci era stato risposto che non spettava al Governo regionale intervenire. Cinque mesi dopo, il Tribunale di Torino ha rilevato una criticità organizzativa e sistemica, affermando che il problema non può essere risolto con la sola sostituzione dei vertici. La procedura concordataria ha verificato la sostenibilità finanziaria della Casa da gioco, non il rispetto degli obblighi antiriciclaggio. Come socio di controllo, la Regione deve assumersi pienamente il proprio ruolo di indirizzo e vigilanza. Per superare una vicenda che sta causando un danno reputazionale al Casinò e alla Valle d’Aosta servono interventi concreti: un audit indipendente sul sistema di controllo, una governance più collegiale e un confronto costante con il Consiglio regionale. La Regione deve agire come farebbe qualsiasi azionista responsabile di fronte a una partecipata in difficoltà”.
Per il capogruppo di Fratelli d’Italia, Alberto Zucchi, “è un dato di fatto che l’autorità giudiziaria sia intervenuta tra la fine di gennaio e la fine di maggio, ritenendo che non fossero state adottate le misure necessarie a modificare un sistema di controlli del Casinò che tutti auspicavamo fosse corretto ma che, in realtà, non lo era. Su questo e sul ruolo della task force chiediamo dei chiarimenti. Siamo preoccupati per le intercettazioni riportate dalla stampa che parlano di un soggetto che, in occasione di un sequestro al casello autostradale di Saint-Vincent, avrebbe sollecitato un intervento del Presidente della Regione, che è anche Prefetto, nei confronti della Guardia di Finanza. Chiediamo chiarezza: vi sono stati contatti o interlocuzioni su questi fatti? Sarebbe grave e imbarazzante. Infine, esiste uno studio sulla possibile privatizzazione del Casinò, fermo da mesi nei cassetti. Crediamo sia giunto il momento di condividerlo con il Consiglio e di valutarne gli esiti”.
Per il capogruppo di AdC, Marco Carrel, “nella passata legislatura, con il collega Di Marco, in più occasioni durante le riunioni di maggioranza, abbiamo sottolineato che qualcosa non funzionava al Casinò. Le risposte del presidente della Regione erano il solito: ‘tot a modo’. Abbiamo poi scoperto che anche lì avevamo ragione. Per l’ennesima volta, siamo su tutti i giornali e la nostra Regione fa una brutta figura. Se ieri la maggioranza ha scaricato tutto sulla Sav, oggi voglio capire su chi scarichiamo le responsabilità. Perché lì, il socio unico si chiama Regione autonoma Valle d’Aosta: lì, il rappresentante, per scelta di questa maggioranza, si chiama Renzo Testolin. A voi la scelta”.
Il vicecapogruppo della Lega VdA, Simone Perron, ha quindi annunciato il deposito di una risoluzione per richiedere l’istituzione di una Commissione consiliare speciale per l’analisi della situazione del Casinò de la Vallée.
La risoluzione ritiene che si renda “necessaria la costituzione di una Commissione consiliare speciale, in analogia con quanto già deliberato dal Consiglio regionale nel 2018 per l’analisi del processo di quotazione in borsa di Cva Spa”.






