Il nuovo sindaco di Venezia Simone Venturini mette a punto la nuova giunta comunale, occhi puntati anche sulla delega alle Partecipate e sul futuro del Casinò.
Elezioni passate, proclamati gli eletti, a Venezia (come del resto anche a Campione d’Italia) è tempo, per il nuovo sindaco Simone Venturini, di mettere a punto la giunta.
Eletto al primo turno, Venturini, 38enne già assessore sotto la giunta di Luigi Brugnaro, prende dunque il testimone del sindaco uscente, forte di una conoscenza approfondita della macchina amministrativa comunale come pure di capacità di ascolto e dialogo dimostrate anche durante questa campagna elettorale. Dalle urne è scaturito un successo personale e della sua lista persino superiore alle attese, che lo collocano in una posizione di serenità in vista delle sfide e delle scelte che sarà chiamato a compiere.
Su tutte, si diceva, la nomina degli assessori: in attesa dell’ufficializzazione della lista, che potrebbe avvenire verso la fine di questa settimana o all’inizio della prossima al massino, il nome che pare certo, confermato anche da Venturini, è quello di Michele Zuin (Forza Italia) al Bilancio. Semmai, l’unico ragionamento che il neo sindaco potrebbe fare è se mantenere in capo alla stessa persona la delega al Bilancio e quella alle Partecipate, o se sdoppiare gli incarichi, ma solo fra qualche giorno si conoscerà l’esito dell’eventuale riflessione.
Certo è, invece, che in campagna elettorale l’allora aspirante sindaco aveva incontrato le organizzazioni sindacali attive al Casinò di Venezia, che ne sottolineano la preparazione sul tema specifico, la disponibilità e anche una progettualità futura per lo sviluppo dell’attività dello stesso.
Da parte delle varie sigle, l’auspicio è, anche in vista dell’ormai quasi imminente avvio della contrattazione per il rinnovo del contratto di lavoro, è di avere una direzione aziendale forte. Nè mancano richieste a più breve termine, rivolte direttamente all’azienda, come quella di non introdurre anche in questa stagione estiva (e dunque per i mesi di luglio/agosto) il cosiddetto turo H21, rivelatosi, a loro dire, molto duro per i lavoratori e poco redditizio dal punto di vista dell’attività.







