Nel giorno in cui l’Italia celebra la Giornata della Legalità, il settore del gaming, a livello globale, si trova davanti a una riflessione inevitabile: quanto è presente e diffusa l’offerta di gioco illecito e quanto è realmente efficace il sistema di controllo globale contro il mercato illegale?
I numeri emersi negli ultimi giorni da un report internazionale di Gaming Compliance International (GCI) raccontano uno scenario tutt’altro che rassicurante, almeno per quanto riguarda il gioco online. Secondo l’analisi, nel 2025 il valore complessivo del gambling online non regolamentato avrebbe raggiunto i 5,9 trilioni di dollari (cioè più di circa 5 miliardi di miliardi di euro) a livello globale, in crescita rispetto ai 5,7 trilioni di dollari del 2024.
Si tratta di una cifra enorme, che fotografa la dimensione di un ecosistema parallelo fatto di operatori offshore, piattaforme prive di licenza, casinò crypto, betting illegale e nuovi modelli ibridi difficili da intercettare dalle normative tradizionali. Secondo GCI, circa il 78% del mercato globale dell’online gaming sarebbe oggi riconducibile a operatori non regolamentati, mentre solo il 22% farebbe capo a realtà autorizzate.
Il dato assume un peso ancora maggiore se letto nel contesto della Giornata della Legalità. Perché il tema non riguarda soltanto la concorrenza sleale verso gli operatori regolari, ma anche la tutela dei consumatori, la protezione dei minori, il contrasto al riciclaggio e la sicurezza digitale.
GCI ha definito il settore non regolamentato come la terza economia più grande al mondo, superando in dimensioni la maggior parte delle nazioni dopo Stati Uniti e Cina. Il rapporto ha inoltre classificato il gioco d’azzardo online non regolamentato come la più grande forma di criminalità informatica a livello globale.
Il report sottolinea inoltre come il confine tra piattaforme legali, illegali e “non riconosciute” stia diventando sempre più sfumato. GCI parla di “White Noise Marketplace”, un mercato in cui gli utenti fanno fatica a distinguere tra offerte autorizzate e servizi privi di regolamentazione.
Tra i fenomeni più preoccupanti emergono: l’espansione dei crypto casino; i prediction market non regolamentati; le piattaforme sweepstakes; i sistemi di betting collegati a streaming illegali e social network.
Secondo diverse analisi, anche la pubblicità illegale starebbe giocando un ruolo decisivo nella crescita del fenomeno, indirizzando milioni di utenti verso operatori offshore.
Va comunque precisato che il valore di 5,9 trilioni di dollari rappresenta il totale delle giocate movimentate (“handle”) e non i ricavi effettivi degli operatori. Tuttavia, anche ridimensionando il dato ai reali margini di profitto, il mercato nero del gambling online rimane una delle economie digitali più grandi e meno controllate del pianeta.
E in Italia? Anche da noi le cose non vanno certo meglio, anzi. Come è emerso anche nei giorni scorsi dall’osservatorio Nexus, si tratta di un vero e proprio boom del gioco online illegale nella Penisola: un mercato che vale circa 20 miliardi di euro. L’analisi ha stimato oltre 4,5 milioni di utenti italiani coinvolti e più di 13 milioni di accessi registrati tra gennaio e marzo 2026.
In una giornata simbolica come quella del 23 maggio, il messaggio che arriva dall’industria globale del gaming – e non solo dall’Italia – è chiaro: la battaglia per la legalità non riguarda soltanto il contrasto alla criminalità tradizionale, ma passa sempre di più anche dal digitale. E il gaming online, oggi, rappresenta uno dei fronti più delicati.
(Immagine generata con AI per Gn Media)







