Slot e concessioni, la Corte Ue scuote il settore: le ordinanze arrivano in Senato

Le decisioni della Corte Ue riaprono il nodo proroghe, licenze e future gare del gioco pubblico in Italia.

L’ordinanza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea sulla proroga delle concessioni per apparecchi da gioco Awp e Vlt è approdata negli atti ufficiali del Senato della Repubblica nell’ambito della relazione sulle procedure giurisdizionali e di precontenzioso con l’Unione Europea trasmessa dal ministro per gli Affari europei. Il documento riguarda la causa C-437/24 promossa da Cirsa Italia nei confronti dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a seguito del rinvio pregiudiziale disposto dal Tar Lazio.

Nel provvedimento la Corte Ue affronta il tema dell’applicazione della direttiva 2014/23/UE alle concessioni pubbliche nel settore del gioco. I giudici europei precisano che la direttiva può trovare applicazione anche nei confronti di concessioni assegnate prima dell’entrata in vigore della normativa europea quando, successivamente al 18 aprile 2016, tali rapporti siano stati oggetto di proroga o modifica sostanziale.

La controversia nasce dalla proroga tecnica delle concessioni per la gestione della rete telematica degli apparecchi da intrattenimento introdotta dalla normativa italiana fino al 31 dicembre 2024. La società ricorrente aveva contestato l’aumento degli oneri economici previsti dalla proroga sostenendo che eventi sopravvenuti, tra cui l’emergenza pandemica, l’incremento del Preu e le limitazioni territoriali introdotte da normative regionali e locali, avessero alterato l’equilibrio economico-finanziario delle concessioni.

Nell’ordinanza la Corte di Giustizia afferma tuttavia che la direttiva europea non impone automaticamente all’autorità concedente l’obbligo di procedere alla revisione delle condizioni economiche della concessione su richiesta del concessionario. La Corte richiama inoltre il principio secondo cui eventuali modifiche sostanziali dei rapporti concessori devono essere valutate nel rispetto delle regole europee in materia di concorrenza, trasparenza e parità di trattamento.

Negli stessi atti parlamentari è stata inserita anche un’ulteriore ordinanza relativa al sistema autorizzatorio per i centri trasmissione dati collegati a operatori esteri di scommesse. In questo caso la Corte di Giustizia è intervenuta sul rapporto tra concessione statale e licenza di pubblica sicurezza prevista dall’articolo 88 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.

Secondo la Corte, il sistema italiano che subordina l’esercizio dell’attività sia al possesso della concessione rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sia all’autorizzazione di pubblica sicurezza costituisce una restrizione alla libertà di stabilimento e alla libera prestazione dei servizi previste dal diritto dell’Unione Europea. Tale restrizione può tuttavia essere giustificata da motivi di interesse generale, in particolare dalla necessità di prevenire fenomeni criminali e garantire il controllo pubblico sul settore del gioco e delle scommesse.

La pubblicazione delle ordinanze negli atti ufficiali del Senato arriva mentre il governo è impegnato nel processo di riordino del gioco fisico previsto dalla delega fiscale. I chiarimenti forniti dalla Corte di Giustizia potrebbero incidere sia sulla disciplina delle future gare concessorie sia sulle eventuali proroghe dei rapporti in essere, in un settore che continua a rappresentare uno dei principali ambiti regolati dallo Stato sotto il profilo fiscale, amministrativo e della sicurezza pubblica.