Andamento Casinò Campione, dati su presenze e ingressi importanti ma non sufficienti

L’analista di gaming Mauro Natta sottolinea come l’andamento dei casinò italiani e di quello di Campione in particolare non può essere giudicato soltanto esaminando i dati su presente e introiti.

 

di Mauro Natta

Vorrei anche sottolineare un aspetto importante. Ho sempre sostenuto (…) che un casinò non può essere valutato da presenze e introiti…”, sono affermazioni (del candidato sindaco Luca Frigerio Ndr) che non posso che condividere.
Sono favorevolmente colpito da quanto ho potuto leggere e posso immaginare le preoccupazioni in ordine al futuro del piccolo Comune italiano che prima del 2000 ho avuto occasione di frequentare in qualità di dirigente sindacale nel campo delle case da gioco.

È indispensabile conoscere altri parametri e non soltanto la tipologia degli introiti cioè quali dipendono dalla qualità della frequentazione e dei giochi con quanto li accompagna, dalla presenza di fattori negativi e positivi che possono incidere sulla gestione, dalle nuove presenze che non concorrono a sostituire le temporaneamente mancanze ma che trovano nel rinnovato casinò, nei servizi offerti, nella diversificazione dell’offerta e non ultima per rilevanza la professionalità dei dipendenti le motivazioni volte alla attrattiva iniziale e alla preferenza che ne consegue come è auspicabile la fidelizzazione.

Sicuramente, come dicevo in altro articolo e spesso mi ritrovo a ripetere, i tempi non sono più gli stessi di molti anni or sono, la situazione – sperando che la transitorietà breve sia una sua caratteristica – non sarà un’impresa né facile né semplice farla tornare agli anni ante chiusura.
Una concorrenza, che da quanto si può leggere, in particolare quella più vicina al confine, pare agguerrita e ben avviata e certamente rappresenta un ostacolo da superare, per non parlare di quella nazionale.

La ricerca della fidelizzazione della clientela di qualità comporta un impegno non indifferente e non sono dal punto di vista economico, il normalissimo controllo preventivo sul ritorno degli investimenti potrebbe appesantire l’onere della gestione; ma non desidero nel modo più assoluto appesantire un argomento che, riguardando la casa da gioco, occupa i pensieri di chi dovrà occuparsi istituzionalmente del Comune di Campione d’Italia al quale, in tutta sincerità, faccio i migliori auguri.
Non posso nutrire dubbio alcuno sul fatto che la Casa da gioco occupa nella economia e conseguente sviluppo del territorio tramite l’incentivazione del turismo e dalla completa utilizzazione degli spazi che la struttura della casa da gioco permette.

La curiosità mi spinge ad attendere le iniziative volte allo sviluppo della situazione di Comune e Casinò con riflessi positivi sul comparto del turismo, della ristorazione e di quanto il rilancio della Casa da gioco produrrà a beneficio della cittadinanza campionese.