Verso le elezioni a Campione: i tre candidati a confronto su nove questioni

Intervista tripla ai candidati a sindaco del Comune di Campione d’Italia: Sergio Aureli, Luca Frigerio e Barbara Marchesini.

 

Le elezioni comunali sono ormai vicinissime e i cittadini campionesi si apprestano a votare il loro futuro sindaco, che prenderà il posto di Roberto Canesi.

In vista dell’appuntamento alle urne, Ige Magazine ha rivolto nove domande ai tre candidati sindaco: Sergio Aureli (Sviluppo e solidarietà per Campione), Luca Frigerio (Campione rilancia) e Barbara Marchesini (Barbara Marchesini per Campione d’Italia).

Ecco a seguire l’intervista tripla.

Le elezioni amministrative sono ormai alle porte. Per quale motivo ha deciso di candidarsi e per quale motivo i cittadini dovrebbero votare proprio la sua lista?

SA: “Ho deciso di candidarmi perché credo che Campione d’Italia abbia bisogno di una nuova fase: meno divisioni, più competenza, più concretezza.

Campione non può più vivere di emergenze continue o di contrapposizioni personali. Serve una visione amministrativa seria, capace di dialogare con l’Italia e con la Svizzera e di affrontare i problemi reali dei cittadini. La nostra lista unisce esperienza, conoscenza del territorio e capacità di costruire relazioni istituzionali. Non promettiamo miracoli, ma metodo, trasparenza e progetti realizzabili. Chiediamo fiducia perché vogliamo costruire una ‘nuova Campione’: più sicura, più attrattiva, più forte economicamente e finalmente capace di valorizzare la sua unicità.”

LF: “Prima di tutto perché sono un campionese e sento un forte senso di responsabilità nei confronti del mio paese. In questi anni ho analizzato attentamente la situazione di Campione e mi sono reso conto che, accanto ai problemi che tutti conosciamo, esistono anche grandi opportunità che oggi possiamo finalmente cogliere. Soprattutto dopo il risanamento dei conti. Credo inoltre di avere maturato un’esperienza importante nel tempo, sia dal punto di vista amministrativo e politico, sia nella gestione manageriale di realtà complesse e grandi aziende come anche, tra le altre, i casinò. Ma il motivo decisivo che mi ha convinto ad accettare questa sfida è stato un altro: la possibilità di contare su una squadra forte, competente e unita. Una squadra composta da persone con esperienze diverse e concrete, molte delle quali, come me, conoscono bene il funzionamento della macchina amministrativa per aver già ricoperto ruoli in Consiglio comunale e Giunta. Da solo non mi sarei mai candidato. Ho scelto di farlo perché credo profondamente nel valore del gruppo che siamo riusciti a creare: persone serie, preparate, con idee chiare e con esperienze importanti maturate non solo in politica, ma anche nel lavoro e nella vita professionale, i loro curriculum vitae dicono tutto. Per questo chiediamo ai cittadini la loro fiducia.”

BM: “Ho deciso di candidarmi perché amo profondamente Campione. Qui vivo da oltre 36 anni, qui lavoro e qui ho costruito gran parte della mia vita. Sento quindi il desiderio di restituire qualcosa alla comunità che mi ha dato tanto. In questi anni ho ascoltato molte persone, le loro
preoccupazioni ma anche le loro speranze per il futuro del paese. Per questo ho scelto di candidarmi insieme a un gruppo di persone serie, competenti e legate sinceramente a Campione.
Chiediamo la fiducia dei cittadini perché vogliamo essere un’amministrazione vicina alle persone, capace di ascoltare, dialogare e lavorare con impegno concreto per il bene del paese e di tutti i campionesi.”

Un punto centrale del suo programma riguarda ovviamente il Casinò, che sta gestendo bene il suo percorso concordatario, anche se con risultati in termini di ingressi e incassi inferiori alle attese. Quali sono gli obiettivi che si propone e attraverso quali strumenti?

SA: “Il Casinò di Campione d’Italia resta il motore economico principale del territorio e va accompagnato con responsabilità nel suo percorso di rilancio. Gli obiettivi sono chiari: consolidare il percorso concordatario; aumentare attrattività e competitività; valorizzare il personale anche attraverso salari dignitosi; integrare il Casinò con il turismo e il territorio. Serve una strategia moderna: eventi internazionali, collaborazioni con operatori turistici, maggiore integrazione con Lugano e con il Canton Ticino, e una visione manageriale stabile, lontana dagli errori del passato.”

LF: “Mi approccio sempre con grande prudenza a questo tema, anche perché il Casinò è una realtà estremamente complessa. Nella mia esperienza ho redatto molti piani industriali in ambiti diversi e so bene quanto sia importante valutare i dati con equilibrio e visione di lungo periodo. Il piano concordatario attuale, con il relativo business plan, risale al giugno 2022: dal punto di vista manageriale parliamo di una situazione iniziale molto diversa rispetto a quella di oggi. Vorrei anche sottolineare un aspetto importante. Ho sempre sostenuto, anche nel mio ruolo di presidente di Federgioco, che un casinò non possa essere valutato soltanto dal numero degli ingressi o dai ricavi. Sono indicatori utili, certo, ma non sufficienti. Prima del disastro, Campione era tra i casinò con più presenze e ricavi, ma allo stesso tempo aveva bilanci profondamente problematici, per motivi complessi.

Gli indicatori davvero fondamentali sono altri: la capacità di generare utili, la solidità patrimoniale, la liquidità disponibile, il livello dei debiti e la sostenibilità complessiva della gestione. Da questo punto di vista, i risultati ottenuti negli ultimi anni sono stati molto positivi e superiori rispetto alle previsioni del concordato. Per fare un esempio concreto, l’utile previsto per il 2025 era di circa 9 milioni di euro, mentre nella realtà è stato superiore ai 14 milioni. Anche il patrimonio netto ha registrato un miglioramento molto significativo rispetto alle stime iniziali. Questo ha consentito di anticipare significativamente il percorso di rientro dai debiti rispetto alle tempistiche previste dal concordato, inizialmente stimato su sei anni. Sicuramente un bel lavoro a cui va dato il giusto merito a tutti i lavoratori della Casa da gioco.

Guardando al futuro, è inopportuno che illustri nei dettagli quello che abbiamo già in mente, anche perché gli altri casinò concorrenti leggono tutto e non è mai molto furbo esplicitare prima cosa si vuole fare, il nostro obiettivo sarà quello di vigilare attentamente sulla società affinché ora inizi un percorso di rilancio nel modo più rapido e solido possibile. Ci confronteremo con la dirigenza per definire obiettivi chiari di crescita e sviluppo e valuteremo insieme un aggiornamento del piano industriale che possa prevedere anche nuovi investimenti. Su questo argomento abbiamo le idee molto in chiaro. Il ruolo della proprietà deve essere questo: accompagnare e sostenere la società con attenzione e responsabilità, ma anche pretendendo risultati concreti. E dietro questi risultati non ci sono solo numeri, ma il futuro di molte famiglie e dell’intera comunità di Campione.”

BM: “È necessario assicurare il perseguimento degli obiettivi stabiliti dal piano concordatario omologato dal Tribunale. Riteniamo che la valorizzazione del personale, l’incentivazione di nuove iniziative finalizzate alla promozione dell’attività di gioco e il pieno utilizzo dell’intera struttura che ospita il Casinò siano i prossimi passi che la nuova amministrazione dovrà intraprendere. Crediamo infatti che il rilancio del Casinò debba tradursi anche in nuove opportunità e benefici concreti per tutto il paese e per i campionesi.”

Che cosa ne pensa della possibilità di creare una Fondazione a supporto del Casinò, società benefit?

SA: “È una proposta interessante, se costruita con obiettivi chiari e regole trasparenti. Una Fondazione potrebbe sostenere progetti culturali, turistici e sociali legati al territorio, contribuendo a rafforzare il legame tra Casinò e comunità. Tuttavia, deve essere uno strumento utile e non un contenitore politico. Prima vengono solidità aziendale, equilibrio economico e tutela dei lavoratori.”

LF: “È un’ottima idea e infatti rappresenta uno dei punti inseriti nel nostro programma. La società che gestisce il Casinò è una Spa – Società Benefit e questo significa che, per statuto, non deve occuparsi soltanto degli aspetti economici, ma anche avere un ruolo positivo per il territorio e per la comunità. La creazione di una Fondazione, potenzialmente più agile rispetto al settore pubblico, potrebbe diventare uno strumento molto importante per trasformare questo principio in azioni concrete e vicine alle persone. L’obiettivo è sostenere in modo rapido ed efficace le fasce più fragili come i pensionati, ma anche aiutare associazioni, enti e realtà locali che ogni giorno contribuiscono a rendere Campione un paese vivo attraverso attività culturali, sportive e aggregative. Crediamo che una comunità cresca davvero quando riesce non solo a generare valore economico, ma anche a reinvestirlo nel benessere delle persone e nella qualità della vita del territorio.”

BM: “Chi ha formulato questa proposta lo ha fatto in modo estremamente vago. È difficile adottare una valutazione in merito senza che vi sia la necessaria chiarezza.”

Sempre parlando di Casinò, c’è stata una presa di coscienza di quanto avvenuto in passato e che ha portato al dissesto del Comune e alla sua chiusura per fallimento (per quanto poi revocato), così da evitare di ripeterli in futuro?

SA: “Credo di sì. La crisi che ha colpito Campione è stata troppo dura perché qualcuno possa dimenticarla. Il dissesto del Comune e la chiusura del Casinò hanno lasciato ferite profonde nelle famiglie, nei lavoratori e nelle attività economiche. La vera lezione è una: mai più gestione opaca, improvvisazione o politica scollegata dalla sostenibilità economica. Servono controlli rigorosi, trasparenza amministrativa e responsabilità nelle scelte.”

LF: “Direi proprio di sì. Parlando con i cittadini, questo è uno dei temi che emerge più spesso, credo che da quella vicenda sia nata una maggiore consapevolezza collettiva sull’importanza di una gestione seria, trasparente e sostenibile, sia del Comune sia del Casinò. Oggi le persone chiedono stabilità, responsabilità e una politica capace di guardare al futuro senza ripetere gli errori del passato. Non vogliono in particolare che tornino i metodi politici e gli attori che in qualche modo hanno portato al disastro. La lezione è stata forte per tutti e proprio per questo pensiamo che Campione abbia oggi l’occasione di costruire una fase nuova, più equilibrata e più solida.”

BM: “Crediamo che tutti i campionesi siano pienamente consapevoli di quanto siamo stati vicini alla definitiva chiusura del nostro Casinò e delle gravi conseguenze che ciò avrebbe comportato per il paese. Allo stesso tempo, vi è consapevolezza del fatto che il piano concordatario è ancora in essere e che il percorso di risanamento richiede responsabilità e prudenza. È quindi fondamentale che non vengano più commessi gli errori del passato e che la nuova amministrazione operi con grande serietà, attenzione e senso di responsabilità, nell’interesse dell’intera comunità.”

Da più parti si è auspicato che Campione superasse la sua totale dipendenza economica e occupazionale dal Casinò. Questo percorso si è avviato e cosa è possibile e realistico fare?

SA: “Sì, ma bisogna essere realistici: il Casinò resterà ancora a lungo centrale per Campione. La differenza è che oggi dobbiamo costruire attorno ad esso nuove opportunità. Per questo nel nostro programma puntiamo su turismo; sanità e servizi; economia locale; collaborazioni transfrontaliere; nuove professionalità. Il progetto della casa medicalizzata, ad esempio, significa posti di lavoro, indotto economico e nuovi servizi. Diversificare non vuol dire sostituire il Casinò, ma rendere Campione più stabile e meno fragile.”

LF: “La buona notizia è che oggi il bilancio comunale non dipende più dai conferimenti del Casinò come accadeva in passato. Il Comune è tornato ad avere una propria stabilità economica e il bilancio è in grado di sostenersi autonomamente. Questo rappresenta un passaggio fondamentale per il futuro di Campione. Allo stesso tempo, il Casinò continuerà ad avere un ruolo centrale per il nostro territorio. Lo abbiamo capito tutti durante il periodo della sua chiusura: la casa da gioco rimane il motore economico e occupazionale del paese e sarebbe poco realistico immaginare il contrario. Con il progressivo completamento del percorso concordatario, il Casinò potrà inoltre tornare ad aumentare il proprio contributo economico al Comune, creando maggiori possibilità di investimento e sviluppo per il territorio.

Quello che però possiamo e dobbiamo fare è costruire attorno al Casinò un sistema più forte e diversificato, capace di attrarre nuovi investimenti e nuove opportunità. Penso in particolare al turismo, alla ristorazione, al commercio e anche al settore immobiliare, che possono crescere molto se accompagnati nel modo giusto. Per raggiungere questo obiettivo, l’amministrazione comunale dovrà lavorare concretamente su servizi, infrastrutture, valorizzazione del territorio con la riqualificazione e manutenzione degli spazi pubblici e sulla stabilizzazione delle nostre normative speciali, dalla fiscalità alla sanità fino alle questioni doganali. Campione ha già un grande vantaggio: è un luogo unico e bellissimo. Il nostro compito sarà renderlo sempre più attrattivo per chi vuole vivere, investire e lavorare qui.

In questa direzione ci stiamo già muovendo. Grazie anche al sostegno di Forza Italia, ho già scritto al ministro degli Esteri onorevole Antonio Tajani per chiedere attenzione e supporto nell’aprire un confronto con la Comunità Europea su possibili deroghe e strumenti che possano migliorare concretamente la vita dei campionesi e dei frontalieri.”

BM: “Un totale svincolo è irrealistico, il Casinò rappresenta da sempre una parte fondamentale dell’economia di Campione e continuerà ad avere un ruolo centrale per il paese. Proprio per questo è necessario sostenerlo e favorirne lo sviluppo. Allo stesso tempo, crediamo sia importante accompagnare Campione in un percorso di crescita che valorizzi sempre di più anche il territorio, il turismo, gli eventi e le attività locali, così da creare nuove opportunità per il paese. Tutto questo dovrà però avvenire con scelte rispettose delle esigenze dei campionesi. Saranno sempre i cittadini il punto di riferimento e il faro di questa evoluzione.”

Un tema molto dibattuto negli ultimi mesi, anche sui media nazionali, è stato la forte differenza tra gli stipendi dei dipendenti del Comune e quelli dei dipendenti del Casinò. Che cosa si può fare per avvicinarli, sempre che lo si possa fare?

SA: “È un tema delicato che va affrontato senza populismo. Comune e Casinò hanno contratti, funzioni e modelli economici differenti. Non si possono fare paragoni semplicistici. Detto questo, è giusto lavorare per una maggiore equità e soprattutto per valorizzare il lavoro pubblico e quello del Casinò attraverso percorsi seri di riconoscimento professionale, premiando competenze e responsabilità. Il nostro obiettivo è abbassare le tensioni e riportare equilibrio e rispetto reciproco tra lavoratori che sono tutti parte della stessa comunità.”

LF: “È un tema molto delicato e comprendo perfettamente perché venga sentito come importante da tante persone. L’equità sociale è un obiettivo da perseguire, ma bisogna affrontarlo con serietà, equilibrio e pragmatismo. Dal lato del Casinò credo sia evidente che serva un intervento, così come per i lavoratori delle aziende esternalizzate che operano nei servizi collegati. Ci sono le risorse e le condizioni per affrontare oggi seriamente questo tema: entro la fine dell’anno dovrà essere sottoscritto il nuovo contratto di lavoro e ritengo che sarà necessario adeguare sia la parte economica sia quella normativa.

Per quanto riguarda invece il Comune, la situazione è più complessa. Non tutte le posizioni hanno le stesse retribuzioni e, soprattutto, esistono vincoli legislativi, regolamenti comunali, diritti acquisiti e anche sentenze che negli anni hanno consolidato determinate situazioni. Per questo sarà necessario affrontare il tema con grande attenzione e responsabilità, sedendosi attorno a un tavolo insieme ai lavoratori per approfondire ogni aspetto e capire quali margini concreti esistano, soprattutto per costruire nel tempo un sistema più equilibrato anche per le future assunzioni, nel rispetto delle normative vigenti. Crediamo che su questioni così importanti servano serietà, dialogo e soluzioni sostenibili nel tempo.”

BM: “Negli ultimi mesi sono state fatte molte polemiche sulle retribuzioni dei dipendenti comunali, dimenticando però che la loro determinazione è prevista da norme dello Stato. Per quanto riguarda invece i dipendenti del Casinò, è necessario ricordare che ogni eventuale revisione dovrà avvenire nel rispetto degli obblighi previsti dalla procedura concordataria, fino al completamento del percorso di risanamento. Riteniamo quindi poco serio fare promesse irrealistiche o alimentare aspettative che oggi non potrebbero essere mantenute. Il personale del Casinò ha fatto moltissimo per consentire la ripartenza della struttura e merita rispetto, attenzione e impegno concreto. Se
eletti, ci spenderemo con serietà per tutelare i loro diritti e valorizzare il loro lavoro.”

Il nuovo sindaco eredita la questione dell’arbitrato avviato dal Casinò contro 17 suoi ex amministratori e poi revocato, fermo restando l’indirizzo dato dal consiglio comunale di valutare il ricorso al tribunale delle imprese. Intanto, alcuni convenuti hanno iniziato a chiedere risarcimenti danni. Che cosa ne pensa di questa situazione che sicuramente avrà degli sviluppi nei prossimi mesi?

SA: “È una vicenda complessa e delicata che va affrontata con grande responsabilità istituzionale. Le eventuali responsabilità devono essere chiarite nelle sedi competenti, senza processi mediatici ma anche senza timidezze. Il Comune deve difendere gli interessi della collettività con equilibrio, valutando ogni scelta sulla base dell’interesse pubblico e della tutela economica dell’ente. Quello che i cittadini chiedono oggi non è vendetta politica, ma chiarezza e garanzie affinché certi errori non si ripetano.”

LF: “È una situazione molto delicata e complessa che, negli ultimi mesi, è stata spesso affrontata in modo molto mediatico. Credo però che temi di questo tipo meritino equilibrio e grande prudenza. Ho letto molte ricostruzioni e molte opinioni, ma ritengo che, trattandosi di questioni societarie e giuridiche particolarmente complesse, senza avere accesso completo alla documentazione e senza un confronto approfondito con i legali, sia corretto evitare giudizi superficiali o prese di posizione affrettate. Se saremo chiamati ad affrontare direttamente questa vicenda, lo faremo con senso di responsabilità, approfondendo rapidamente tutti gli aspetti giuridici e amministrativi necessari. Il nostro obiettivo sarà quello di tutelare gli interessi della comunità di Campione. Su temi di questo livello credo servano soprattutto rigore e responsabilità istituzionale.”

BM: “Non abbiamo accesso agli atti relativi a questa vicenda e le informazioni in nostro possesso sono quelle apprese dagli organi di stampa. Sulla base di quanto emerso, siamo rimasti sorpresi dal percorso giudiziario intrapreso dal Casinò, che evidentemente è stato condiviso con
l’amministrazione comunale. Oggi, da quanto appreso, sembra addirittura che il Casinò possa essere chiamato in causa per rispondere del danno prodotto per l’infondatezza della domanda arbitrale che dopo essere stata avviata nei confronti degli ex amministratori è stata abbandonata dal Casinò. Una situazione che lascia molto perplessi e che certamente meriterà attenzione e serietà per la tutela dell’interesse del paese e delle risorse pubbliche.”

Altro tema che ha infiammato il dibattito politico negli ultimi mesi è quello dei conti del Comune, dopo i rilievi della Corte dei conti. La situazione è definitivamente sanata, almeno sulla base dei dati a sua disposizione?

SA: “Sarebbe sbagliato dire che tutto è risolto definitivamente. I rilievi della Corte dei conti dimostrano che esistono ancora questioni importanti da affrontare e approfondire. Però oggi c’è una differenza sostanziale rispetto al passato: maggiore attenzione ai conti, più controllo e più consapevolezza della necessità di una gestione prudente. La nostra linea sarà molto chiara: rigore amministrativo; massima trasparenza; investimenti sostenibili; nessun passo più lungo della gamba. Solo così Campione potrà consolidare la sua ripresa.”

LF: “Più che di dati ‘a mia disposizione’, parlerei dei dati ufficiali del Comune, che sono pubblici e consultabili da tutti. Oggi il Comune di Campione d’Italia ha un bilancio stabilmente riequilibrato, come stabilito dal ministero dell’Interno, a partire dal 1° gennaio di quest’anno. Questo significa che la gestione ordinaria del bilancio è tornata in equilibrio e rappresenta sicuramente un segnale importante di stabilità.

Il bilancio consuntivo del 2025, pur tenendo conto dei rilievi della Corte dei Conti, ha registrato un avanzo di amministrazione pari a circa 8,3 milioni di euro, un risultato di tutto rispetto. Inoltre, negli anni sono stati conferiti oltre 11 milioni di euro all’Organo Straordinario di Liquidazione, risorse che risultano sufficienti per il pagamento dei debiti residui.

Comprendo bene l’attesa di molti campionesi che aspettano da anni di ricevere quanto dovuto e credo sia importante che questo percorso venga concluso il prima possibile. Mi auguro che la fase finale dei pagamenti possa procedere con maggiore rapidità. L’Organo Straordinario di Liquidazione dipende dal Ministero dell’Interno e non direttamente dal Comune che però lo retribuisce ma non ha potere decisionale su di lui, non mi sembra onestamente così rapido, come amministrazione faremo tutto ciò che rientra nelle nostre prerogative per vigilare affinché i pagamenti siano completati nel minor tempo possibile. L’obiettivo oggi deve essere quello di consolidare definitivamente questa fase di stabilità e guardare al futuro con serietà e responsabilità.”

BM: “Non essendo in Consiglio comunale, non abbiamo accesso diretto a tutti gli atti e quindi non possiamo entrare nello specifico della situazione contabile del Comune. Ci limitiamo pertanto ad osservare che se la Corte dei conti avesse ritenuto pienamente regolari i bilanci del Comune, come sostiene un candidato sindaco, non avrebbe formulato i rilievi e le contestazioni di cui si è discusso negli ultimi mesi e non avrebbe disposto la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica. Proprio per questo riteniamo che su temi così delicati servano trasparenza, prudenza e grande senso di responsabilità, evitando semplificazioni o letture strumentali.”

C’è un progetto del suo programma elettorale cui tiene particolarmente e che vuole illustrarci?

SA: “Sì: la creazione della cassa malati unica Campione insieme alla realizzazione della casa medicalizzata con mini pronto soccorso. Per noi significa dare finalmente ai cittadini una sicurezza concreta: assistenza sanitaria chiara, accessibile e vicina. Campione vive una situazione unica e spesso complicata dal punto di vista sanitario e burocratico. Noi vogliamo superare questa incertezza con un sistema sostenuto da fondi pubblici e costruito attorno ai bisogni reali dei campionesi. Inoltre, la casa medicalizzata porterà nuovi posti di lavoro e servizi di qualità, contribuendo anche allo sviluppo economico del territorio. Questo progetto rappresenta bene il nostro modo di amministrare: risolvere problemi concreti e costruire futuro.”

LF: “È difficile scegliere un solo progetto, perché ci sono molti temi su cui vogliamo lavorare concretamente. Però sicuramente uno degli aspetti a cui teniamo di più riguarda il sostegno alle persone più fragili e il miglioramento della qualità della vita a Campione. Penso in particolare agli anziani, ma non solo. Credo che una comunità si misuri anche da come riesce a prendersi cura delle persone che hanno più bisogno di attenzione, supporto e vicinanza.

Per questo vogliamo rafforzare gli aiuti sociali e sviluppare progetti concreti legati alla sanità, all’assistenza e ai servizi per le famiglie. La Fondazione del Casinò potrà sicuramente essere uno strumento importante in questa direzione. In tale contesto uno dei progetti a cui teniamo maggiormente riguarda il sostegno domiciliare alle persone anziane che desiderano continuare a vivere nella propria casa, nel proprio paese e vicino ai propri affetti, anche attraverso strumenti innovativi come la domotica. Vogliamo inoltre approfondire la possibilità di attivare una Rsa e rafforzare la presenza di un presidio medico sul territorio, perché crediamo che il benessere delle persone debba essere una priorità concreta e non soltanto uno slogan.”

BM: “Più di uno. Teniamo particolarmente alla definitiva soluzione della problematica legata al diritto alle cure dei campionesi, un tema che incide concretamente sulla vita quotidiana delle persone e che merita risposte stabili e chiare. Riteniamo inoltre fondamentale affrontare in modo serio la questione dell’extraterritorialità, affinché venga finalmente riconosciuta e compresa la peculiarità del nostro territorio. Allo stesso tempo, vorremmo contribuire a rendere Campione ancora più bella, vivibile e attrattiva, rilanciandone l’economia e valorizzando il paese nel rispetto delle esigenze dei campionesi e delle norme in vigore.”