Osservatorio gioco online illegale, Turchi: ‘Serve sinergia tra operatori e Adm’

Luca Turchi di Adm conclude i lavori dell’evento di presentazione dell’Osservatorio gioco online illegale sviluppato da Data Room Nexus sottolineando l’importanza di una sinergia tra concessionari e agenzia’

“Tutte le informazioni riportate in questo studio daranno a tutti noi la possibilità di ampliare la nostra visione sul mondo regolato e non regolato e ci aiuteranno a fare i prossimi passi operativi. Nel corso degli anni il sentiero dell’attività inibitoria è cresciuto e l’anno scorso abbiamo raggiunto i 1038 siti inibiti.” Questo il commento finale di Luca Turchi, direttore Ufficio Controlli dell’Agenzia dogane e monopoli al termine dell’evento di presentazione dell’Osservatorio sul gioco online illegale sviluppato da Data Room Nexus avvenuto oggi, 7 maggio 2026, a Palazzo Wedekind.

“Questo sentiero – prosegue Turchi – deve continuare a crescere, insieme a questa attività di analisi dei siti di gioco illegale.  A fronte di ogni attività di inibizione c’è anche una comunicazione di notizie inerente a tutti i siti. Dal nostro punto di vista questa attività è incentrata di sullo studio di quella attività crescente di pubblicità degli operatori illegali che troviamo sui social”.

Turchi evidenzia anche che “il lavoro della pubblica amministrazione è molto gravoso e ci auguriamo che il Digital service Act possa dare uno strumento importante per contrastare questa illegalità che ha una capacità dinamica di rigenerarsi e ci ricrearsi. La Polizia di Stato e le forze dell’ordine hanno anche loro un compito essenziale. Inoltre la fase di reperimento delle informazioni non si deve fermare e deve andare avanti con il controllo degli internet service provider. Per questo bisogna agire tutti insieme come le dita di una mano che fanno un pungo”.

Lo studio ha inoltre analizzato la criticità dei siti cloni, per questo l’interazione tra concessionario e Agenzia per contrastare questi siti è essenziale e deve essere ancora più forte. Per questo deve sempre più strutturato lo scambio informativo con le associazioni di categoria. Solo se riusciamo a strutturare e rendere stretta l’attività di collaborazione tra concessionari e amministrazione dello Stato possiamo ridurre questo valore di raccolta altissimo che va verso l’illegale”.

“Una tematica – conclude Turchi – che dobbiamo affrontare a livello europeo perché serve anche una regolamentazione a livello comunitario”.